Dall'identificazione dei talenti alla gestione dei vincoli economici. Un viaggio dietro le quinte della programmazione sportiva guidato dai suoi protagonisti, Lovisa e Pettinà, all'interno del Social Football Summit 2026
Un dialogo a tre voci per parlare di programmazione, competenze e responsabilità del direttore sportivo tra Matteo Lovisa, Südtirol, Alessandro Pettinà, Football Director del Parma, e Luca Marchetti, giornalista di Sky Sport. Un momento di confronto sul tema dell’identificazione dei talenti, la valutazione dei calciatori e la collaborazione con gli allenatori, passando per la gestione dei vincoli economici, nel panel dal titolo “Il mercato non si improvvisa”, in programma mercoledì 11 novembre alle 16.20 all’Engagement Stage dell’Allianz Stadium di Torino nell’ambito del Social Football Summit.
Entrato nell'organigramma del Parma nel 2019 con l'incarico di supervisore dei conti societari e successivamente come Director of Football Finance, matura un'esperienza trasversale e internazionale, inclusa una parentesi nel calcio arabo, fino al conseguimento dell'abilitazione da direttore sportivo a Coverciano nel 2024. Promosso sul campo a capo dell'area sportiva come Director of Football e Direttore Sportivo del club crociato all'inizio del 2025, la sua figura si impone come l'emblema della dirigenza moderna "cresciuta in casa", capace di coniugare rigore economico, piena sintonia operativa con l'area tecnica ed una visione sostenibile per il consolidamento del Parma ai massimi livelli del calcio italiano.
Matteo Lovisa intraprende il proprio percorso dirigenziale in giovanissima età, bruciando le tappe nel settore tecnico del Pordenone prima di compiere, appena ventisettenne, il salto decisivo alla Juve Stabia nel 2023. In Campania si impone tra i più precoci ed efficaci direttori sportivi d'Italia, allestendo una rosa giovane e sostenibile capace di conquistare la promozione e far tremare la Serie B. La consacrazione per il dirigenziale classe 1996 arriva nel giugno del 2026, quando il Südtirol gli affida a soli trent'anni un contratto triennale alla guida dell'area sportiva, puntando sul suo profilo dinamico, sullo scouting rigoroso e sulla valorizzazione dei talenti per consolidare il club ai vertici del calcio cadetto.