Premier League, stangata al Manchester City con multa da 1,2 milioni di euro: il motivo

Il Manchester City è stato multato per 1,2 milioni di euro dalla Premier League violando la regola L.33: il motivo è inaspettato e la reazione del club scontata

(Photo by David Ramos/Getty Images)

Il Manchester City è stato colpito da una sanzione economica di 1,08 milioni di sterline (circa 1,2 milioni di euro) per aver violato per ben nove volte il regolamento della competizione nella stagione 2024-25. La notizia  ha sorpreso i tifosi, non tanto per l’entità della multa, quanto per il motivo: i Citizens sono stati puniti per aver ripetutamente ritardato l’inizio o la ripresa delle partite, contravvenendo alla regola L.33 della Premier League, che disciplina gli obblighi relativi a calci d’inizio e ripartenze.

I dettagli della sanzione

Secondo quanto emerso, il club allenato da Pep Guardiola ha accettato la sanzione senza contestazioni, riconoscendo le infrazioni commesse. I ritardi, che si sono verificati in nove occasioni durante la stagione, riguardano sia i calci d’inizio delle partite sia le riprese dopo l’intervallo. La Premier League ha deciso di imporre una multa significativa per scoraggiare comportamenti che compromettono la puntualità e il regolare svolgimento delle gare, un aspetto cruciale per il rispetto degli orari televisivi e degli impegni logistici delle squadre.

Non è la prima volta che il Manchester City finisce sotto i riflettori per questioni regolamentari. Già nell’agosto 2024  il club aveva ricevuto una sanzione di 2 milioni di sterline per 22 episodi simili di ritardi nei due anni precedenti. Questa recidiva ha spinto la Premier League a mantenere alta l’attenzione sul club, che rimane sotto osservazione anche per altre questioni legate al Fair Play Finanziario, con un processo ancora in corso per presunte violazioni passate.

Un problema gestionale o una strategia?

La scelta del Manchester City di non contestare la sanzione suggerisce una volontà di chiudere rapidamente la vicenda, evitando ulteriori controversie. Tuttavia, i ritardi ripetuti sollevano interrogativi: si tratta di semplici disattenzioni organizzative o di una pratica deliberata, magari per guadagnare tempo in momenti strategici delle partite? La regola L.33 è chiara nel richiedere precisione nei tempi di gioco, e la Premier League sembra intenzionata a non tollerare deroghe, nemmeno da parte di un club del calibro dei Citizens.

 

Un problema gestionale o una strategia?

La scelta del Manchester City di non contestare la sanzione suggerisce una volontà di chiudere rapidamente la vicenda, evitando ulteriori controversie. Tuttavia, i ritardi ripetuti sollevano interrogativi: si tratta di semplici disattenzioni organizzative o di una pratica deliberata, magari per guadagnare tempo in momenti strategici delle partite? La regola L.33 è chiara nel richiedere precisione nei tempi di gioco, e la Premier League sembra intenzionata a non tollerare deroghe, nemmeno da parte di un club del calibro dei Citizens.

Il contesto: un City sotto pressione

La sanzione arriva in un momento di grande attività per il Manchester City, sia dentro che fuori dal campo. Sul mercato, i Citizens si sono distinti per una campagna acquisti faraonica, con oltre 350 milioni di euro spesi nel 2025 per rinforzare la rosa in vista del Mondiale per Club. Nomi come Rayan Cherki (acquistato per 42,5 milioni dall’Olympique Lione) e Tijjani Reijnders (75 milioni dal Milan) testimoniano l’ambizione del club, nonostante le ombre legate al processo per le 115 presunte violazioni del Fair Play Finanziario, di cui si attende la sentenza.

Sul campo, il City ha aperto il Mondiale per Club 2025 con una vittoria per 2-0 contro il Wydad Casablanca, grazie ai gol di Phil Foden e Jeremy Doku, anche se la gara è stata macchiata dall’espulsione di Rico Lewis per un fallo scorretto. La squadra di Guardiola, pur senza convocare Jack Grealish (in uscita dal club), si prepara a un calendario intenso, con sfide di alto livello in Premier League contro Tottenham, Newcastle e Arsenal nelle prime giornate della stagione 2025-26.

Le reazioni e il futuro

La multa, sebbene rilevante, non sembra destinata a incidere significativamente sulle finanze del Manchester City, che continua a dominare il panorama calcistico inglese e internazionale. Tuttavia, l’episodio alimenta il dibattito sulla gestione del club, già al centro di critiche per le sue spese e per le indagini in corso. La Premier League sta mostrando segnali di insofferenza verso alcune pratiche gestionali dei top club, con casi simili che coinvolgono anche Chelsea e Crystal Palace per questioni finanziarie e di multiproprietà.

Per i tifosi del City, la multa rappresenta poco più di una curiosità, ma per gli osservatori è un monito: anche il club più potente può inciampare su dettagli apparentemente banali. Resta da vedere se il Manchester City riuscirà a evitare ulteriori passi falsi, sia in campo che fuori, mentre continua la sua corsa verso nuovi trofei.

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