Perché l'Inter non potrà registrare la plusvalenza di Fabbian

Il centrocampista protagonista lo scorso anno protagonista alla Reggina in Serie B passa al Bologna a titolo definitivo ma i nerazzurri non potranno registrare alcuna plusvalenza

L'operazione che doveva portare Lazar Samardžić in maglia nerazzurra è saltata per le note vicende che hanno interessato la trattativa e, quindi, anche Giovanni Fabbian, promesso sposo dell'Udinese, ha fatto ritorno a Milano.

Il centrocampista italiano classe 2003 è reduce da una stagione, la prima tra i professionisti dopo l'esperienza nella Primavera nerazzurra, giocata in maglia Reggina e conclusa con numeri importanti che hanno attirato le attenzioni di tanti club in Serie A.

Tra questi il Bologna che ha sfruttato il momento per portare il calciatore in Emilia. Nell'ambito della trattativa i nerazzurri hanno ceduto il cartellino di Fabbian per una valutazione di 5 milioni di euro.

Una cifra che, considerato il valore netto contabile residuale e prossimo allo zero che Fabbian ha sul bilancio dell'Inter, dovrebbe consentire ai nerazzurri di ottenere una plusvalenza netta. Ma non sarà così.



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Infatti, l'Inter manterrà sul cartellino di Fabbian il c.d. "diritto di recompra" potendo riacquistare il calciatore entro il 2025 per 12 milioni di euro.

Come funziona il "diritto di recompra"

Con il termine “recompra”, mutuato dal mercato spagnolo, si fa riferimenot alla possibilità da parte del club cedente di riacquistare un giocatore ceduto a determinate cifre già stabilite.



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Nelle ultime stagioni ci sono state diverse fattispecie in cui si è fatto uso del "diritto di recompra" sia tra squadre italiane che in trattative tra club nostrani ed esteri.

Su tutti, l'esempio più celebre è quello legato ad Alvaro Morata che nella sua prima esperienza alla Juventus arrivò in bianconero per 20 milioni con la possibilità per il Real Madrid di riacquistarne il cartellino per 30 milioni di euro.

Clausola poi esercitata con lo spagnolo che fece ritorno in Blancos in quella fase della sua carriera.

Come è cambiata la norma nel 2019

Nell'aprile 2019 è stata proposta e approvata dalla FIGC una modifica sostanziale della norma per modificarne, e controllarne, gli effetti contabili per le squadre chiamate in causa nelle operazioni di mercato.

Fino a quella data infatti, c'era la possibilità che l'utilizzo della "recompra" permettesse ai club di abusarne per ottenere plusvalenze nel breve periodo e spalmare il costo del riacquisto su più esercizi.

Nell'esempio in cui squadra X cede a squadra Y un giocatore che ha un valore netto contabile di 0 euro per una cifra di 10 milioni di euro con il diritto di recompra per squadra X per 15 milioni di euro, squadra X otterrebbe in questo esercizio la possibilità di registrare una plusvalenza di 10 milioni e riacquistare il calciatore nella stagione successiva spalmandone il costo per gli anni di contratto sottoscritti.

Per evitare questa distorsione, nel 2019 la FIGC ha modificato la norma che regola questa tipologia di trasferimento.

Il diritto di opzione può essere esercitato o rinunciato solo ed esclusivamente nel primo giorno del periodo di trasferimenti estivo della seconda stagione sportiva successiva a quella in cui è avvenuta la cessione definitiva. Gli effetti contabili delle eventuali plusvalenze derivanti da quanto precede decorrono dal momento della rinuncia del diritto di opzione”.

Ciò vuol dire che nell'esempio fatto sopra, squadra X potrà registare la plusvalenza solo nel momento in cui farà valere il diritto di opzione o rinuncerà definitivamente a quest'ultimo.



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Tornando alla situazione che interessa Fabbian nell'ambito della trattativa che lo porta al Bologna, i nerazzurri e i rossoblu hanno valutato il suo cartellino 5 miioni di euro.

L'Inter, che ha un valore di carico residuo a bilancio del giocatore prossimo allo zero, non potrà dunque registrare la plusvalenza di 5 milioni di euro già in questa stagione ma potrà contare su due possibili opzioni in futuro.

Nel caso di rinuncia al diritto di recompra, solo a quel punto i nerazzurri potranno contabilizzare 5 milioni di plusvalenza nel prossimo esercizio di riferimento.

Oppure, in caso di esercizio del riacquisto, in quella situazione l'Inter iscriverà la plusvalenza insieme al costo di 12 milioni di euro per la recompra del cartellino che sarà però spalmato sugli anni di contratto che il Biscione sottoscriverà con il calciatore classe 2003.



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