New Balance, un brand autentico che prova a sfidare Nike e Adidas

Poco più di quattro anni fa a Londra è ripartita l’avventura di New Balance nel mondo del calcio, marchio di abbigliamento sportivo nato a Boston nel 1906 grazie a William J. Riley, calzolaio inglese immigrato nel Massachusetts. Un binomio però che ha origini più lontane.

Nel 1984 infatti il brand statunitense realizzò le scarpe da gioco di Bryan Robson, uno dei giocatori più iconici dell’epoca, capitano del Manchester United e della nazionale inglese. A distanza di vent’anni l’azienda statunitense diviene proprietaria del marchio, sempre a stelle e strisce, Warrior Sports. Marchio che nella stagione 2012/13 fece irruzione nel calcio siglando un accordo di sponsorizzazione con il Liverpool. Non fu l’unico. Seguirono gli accordi con Porto, Siviglia e Stoke City.

Nel Febbraio del 2015, i vertici dirigenziali di New Balance decisero però di mettere in atto una nuova strategia di marketing: tutti i club vestiti Warrior Sports passeranno a New Balance, brand quest’ultimo che godeva certamente di una maggior risonanza in Europa. L’acronimo “NB” dalla stagione 2015/16 comparve così sulle maglie di Liverpool, Porto, Siviglia e Stoke City, ma anche su quelle di club meno noti quali Shamrock Rovers e Odds BK.

New Balance sui social

Per New Balance la sfida a colossi quali Nike e Adidas appare piuttosto proibitiva.

Quindi per cercare quantomeno di ridurre il gap, i social rappresentano senza ombra di dubbio una grande opportunità. Non a caso una delle strategie messe in atto dal brand statunitense è quella di sfruttare la visibilità concessa sui profili social delle squadre e dei calciatori, per incrementare la propria quota di mercato. Proprio come abbiamo visto in precedenza, per New Balance, la collaborazione tecnica con il Liverpool è stata una scelta estremamente azzeccata.

Su Facebook New Balance conta oltre 8 milioni di Mi Piace, su Instagram supera i 3 milioni di follower e su Twitter i fan sono 247.150. Tornando al discorso dell’importanza di legarsi a club e calciatori, basta notare come il Liverpool e Manè garantiscono sui social, in termini di visibilità a New Balance, oltre 70 milioni di follower. Un neo nella crescita del brand di Boston è quello, al momento, di non essere riuscito ad entrare in mercati importanti quali Italia e Germania, dato che nessun club della serie A o della Bundesliga adotta sulle proprie maglie l’acronimo del brand.

Ma di passi da gigante e grandi rincorse in un mercato iper-competitivo, New Balance ne ha già fatte, e non ci sorprenderemo se ne dovessimo costatare ulteriori. La piccola azienda che a fine anni Sessanta produceva trenta paia di scarpe al giorno con sei operai impiegati, è diventata oggi il quarto brand al mondo nella produzione di sneakers per atleti e lifestyle.

 

Jacopo Persico

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