La situazione appare più che mai complessa. Lo stallo tra le parti non si risolve e i vertici FIFA si mostrano sorpresi dall'ultima idea lanciata da Teheran
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I Mondiali 2026 si stanno trasformando in un ginepraio all'apparenza irrisolvibile. L'assegnazione della rassegna planetaria alla triade USA-Canada-Messico sta complicando non poco i piani organizzativi per i ben noti motivi geopolitici. I conflitti che animano ormai da settimane la zona del Medio Oriente provocano inevitabili ripercussioni sotto vari aspetti.
L'operazione militare congiunta Trump-Nethanyau ai danni dell'Iran, con lancio di missili a larga scala e l'uccisione della guida suprema Ali Khamenei, ha provocato una escalation spaventosa con la dura risposta ad opera di Teheran. A finire sotto i colpi iraniani sono stati centri nevralgici dell'attuale economia terrestre come Emirati Arabi, Kuwait, Iraq, Giordania, Arabia Saudita e Bahrein. Conosciamo fin troppo bene le conseguenze sulla vita di tutti i giorni anche per le popolazioni europee, tra impennata dei prezzi del gasolio ed ulteriori tegole che graveranno sulle tasche di famiglie ed imprese.
In un clima così incandescente la querelle del prossimo Mondiale made in USA-Canada-Messico, previsto per l'estate 2026, è diventata un labirinto dalle mille incognite. Lo stesso Governo di Teheran di recente ha confermato la volontà di non volare in direzione Washington per ovvi motivi. I vertici della FIFA stanno riflettendo su possibili alternative, tra cui addirittura l'ipotesi di ripescaggi di altre Nazionali in caso di non partecipazione dell'Iran alla rassegna. Nel pieno della discussione spunta una terza via tutta da valutare. In sostanza il Messico, nella persona della Premier Claudia Sheinbaum, avrebbe offerto la disponibilità logistica per accogliere Taremi e compagni al fine di assicurare il regolare svolgimento delle partite.
Ricordiamo che l'Iran è inserito nel girone G con Belgio, Nuova Zelanda ed Egitto. Calendario alla mano le sfide in programma sarebbe le seguenti: Iran-Nuova Zelanda a Los Angeles il 15 giugno; Iran-Belgio a Los Angeles il 21 giugno; Iran-Egitto a Seattle il 26 giugno. “Ai posteri l'ardua sentenza”.
21 giugno 1998: a Lione si gioca Iran-Stati Uniti. Il Mondiale francese offre un match non banale a livello sportivo e geopolitico. La tensione è altissima pure all'epoca. Ciononostante, tra venti di guerra e timore di possibili attentati, le due compagini si fronteggiano nel nome della pace. I giocatori, infatti, entrano sul terreno di gioco ognuno con un mazzo di rose in mano e decidono di fermarsi per una foto collettiva prima del calcio d'avvio. Un segnale chiaro di distensione destinato a scrivere una pagina indelebile della storia. Per la cronaca a vincere l'incontro sarà l'Iran 2-1 con le reti di Estili e Madavikia, completate dal gol della bandiera per gli americano firmato da McBride.