L’Arabia Saudita punta a diventare il leader mondiale degli esport

Il Regno si è posto come obbiettivo quello di elaborare una strategia nazionale, coerente con la Saudi Vision 2030, sul diversificare la propria economia puntando sull'industria dei videogiochi.

L’Arabia Saudita è uno dei Paesi più ricchi al mondo. I suoi enormi giacimenti di petrolio e i settori affini a questa disponibilità permettono al Regno di pullulare di sceicchi dalle capacità finanziarie spaventose.

Oligarchi ultimamente molto interessati anche allo sport e al calcio e, in generale, a tutti i settori che in parte lo coinvolgono e lo riguardano e che possono scoprire il fianco a business ed attività milionarie.

Tra questi vi è, ora, anche quello degli esport. Il mondo dei videogiochi è infatti in continua escalation,  capace di aumentare di anno in anno la propria fanbase e i target di riferimento.



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Aspetto che non è passato inosservato al Regno. Anche considerando la volontà dello stesso di diversificare la propria economia attraverso un progetto nazionale denominato Saudi Vision 2030 che punta a ridurre la dipendenza dal petrolio.

A tal fine lo Stato ha annunciato una strategia nazionale per i giochi e gli e-sport, vedendo il settore come possibile supporto al PIL per cifre, si pronostica, vicine ai 13 miliardi di dollari. Portando inoltre alla creazione di 39.000 posti di lavoro entro il 2030.

I tre obbiettivi principali della strategia saranno l’innalzamento della qualità di vita della popolazione, il raggiungimento di un impatto economico contribuente al prodotto interno lordo per circa 50 miliardi di riyal e, appunto, la creazione di nuove opportunità lavorative.



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