La UEFA ha paura del modello multi-club

Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’organo calcistico europeo vede nella tendenza a realizzare un modello multi-club un pericolo per l’integrità del gioco.

Negli ultimi anni una delle tendenze più marcate del calcio è stata la volontà da parte di imprenditori e presidenti di dar vita ad un modello multi-club, ovvero un agglomerato di squadre diverse controllate dallo stesso businessman, ottenendo una vera e propria holding.

Una strategia avente nel City Football Group il proprio fiore all’occhiello, con i risultati ottenuti dal suo Manchester City talmente positivi da finire col diventare un modello da emulare.

Da Todd Boehly a Textor, sono infatti molteplici i dirigenti che han paventato la volontà di muoversi nella medesima direzione, abbracciando una vision che sembra poter rappresentare il futuro del gioco.

Ma che, in realtà, non gode dell’unanimità di consensi, specie tra le sue istituzioni. Stando a quanto riportato dal Financial Times, la UEFA avrebbe infatti lanciato un allarme contro il modello multi-club, catechizzandolo quale pericoloso nei confronti dell'integrità del gioco e del calciomercato, alterandone gerarchie e rapporti di forza.

Queste le parole dell’organo di governo del calcio europeo: "L'aumento degli investimenti multi-club ha il potenziale per rappresentare una minaccia materiale all'integrità delle competizioni europee per club, con un rischio crescente di vedere due club con lo stesso proprietario o investitore affrontarsi sul campo.

La maggior parte dei trasferimenti di giocatori all'interno dei gruppi di investimento multi-club avviene tramite 'trasferimenti gratuiti' o prestiti, il che significa che non vengono pagate commissioni.



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Con la crescita delle strutture di investimento incrociato, alcuni investitori calcistici possono ora esercitare il controllo su club che coprono un totale cumulativo di poche centinaia di giocatori tesserati. L'Uefa Intelligence Centre stima che più di 6.500 giocatori in tutto il mondo siano registrati in club appartenenti a una struttura di investimento trasversale".



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