Il PSG accusa Mbappé di danni finanziari e prepara una causa multimilionaria

Prosegue lo scontro tra la star dei Blancos e il club parigino, che ha chiesto al Tribunale di Parigi di annullare l'embargo provvisorio da 55 milioni di euro, accusando il giocatore di "tattiche dilatorie"

Continua senza esclusioni di colpi la battaglia legale tra il Paris Saint-Germain (PSG) e Kylian Mbappé. Il club parigino rivendica 98 milioni di euro dal giocatore, il quale a sua volta reclama 55 milioni tra bonus e premi non pagati. Ma cosa ha generato questa situazione? Facciamo un passo indietro.

L’accordo a monte

Secondo un accordo sottoscritto tra le parti nell’agosto del 2023, il giocatore si era impegnato a rinunciare ai 55 milioni di euro di bonus qualora avesse lasciato il club a parametro zero al termine della stagione. Non avendo rinnovato il contratto, il PSG lo aveva poi escluso dalla prima squadra: una decisione forte, considerando che da un’eventuale cessione Mbappé avrebbe potuto generare profitti rilevanti per la società.

Inoltre, il giocatore ha chiesto alla Federazione francese di segnalare alla UEFA il mancato pagamento degli ultimi tre mesi di stipendio, una situazione che potrebbe compromettere la concessione della licenza UEFA per la stagione 2025-2026.

La posizione del club

Davanti al Tribunale di Parigi, nell’udienza di lunedì, i legali del PSG hanno chiesto a Mbappé un risarcimento pari a 98 milioni di euro, sostenendo che le pretese del giocatore siano infondate e che non vi siano prove sufficienti a dimostrare l’esistenza di un debito del club nei suoi confronti.

In particolare, l’avvocato del PSG Renaud Semerdjian ha parlato di “tattiche dilatorie” messe in atto dal giocatore, che avrebbero causato un danno economico significativo alla società. Sempre in sede giudiziaria, il club ha inoltre avviato un’azione per annullare la decisione della Commissione giuridica della Lega Calcio Professionistica (LFP), che aveva imposto il pagamento forzato dei 55 milioni. “Una ricostruzione fantasiosa (…). Il Paris Saint-Germain continua a non capire perché Kylian Mbappé non si rivolga al tribunale del lavoro, l’unica istanza competente a risolvere la controversia”, ha dichiarato il club in una nota ufficiale. Il PSG accusa dunque il giocatore di ingratitudine e scarsa trasparenza, ritenendo che Mbappé abbia tratto vantaggi economici e mediatici da una situazione gestita in maniera poco leale.

Le possibili ripercussioni future

La controversia tra il PSG e Mbappé va oltre il semplice scontro tra club e giocatore: rischia infatti di aprire un precedente rilevante, sia sul piano giuridico che su quello sportivo. Se un tribunale dovesse effettivamente pronunciarsi su temi come la validità di accordi condizionati alla permanenza o la competenza delle autorità calcistiche rispetto a quelle ordinarie, potrebbero emergere nuove linee guida per la gestione contrattuale dei top player in Europa. Un caso emblematico, dunque, che potrebbe ridefinire il fragile equilibrio tra il potere contrattuale dei calciatori e i diritti dei club nel calcio moderno.

Foto di David Ramos / Getty Images

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