Aston Villa, beffa da 100 milioni: errore arbitrale a Old Trafford e ricorso al PGMOL

Un clamoroso errore arbitrale di Thomas Bramall spezza il sogno Champions dell’Aston Villa, beffato a Old Trafford con un gol regolare annullato, il club insorge con un ricorso alla PGMOL, puntando il dito contro l’inesperienza dell’arbitro: niente Champions e 100 milioni di sterline sfumati

(Photo by Alex Livesey/Getty Images)

Un errore arbitrale di Thomas Bramall ha segnato l’ultima giornata della Premier League 2024-25, costando all’Aston Villa la qualificazione alla Champions League e circa 100 milioni di sterline di introiti. La sconfitta per 2-0 contro il Manchester United a Old Trafford, segnata dalla controversa decisione di annullare un gol regolare di Morgan Rogers, ha spinto il club a presentare un ricorso ufficiale alla PGMOL, l’organismo che gestisce gli arbitri inglesi, contestando la scelta di un arbitro ritenuto troppo inesperto per una partita cruciale. Ecco i dettagli di un caso che sta scuotendo il calcio inglese.

L’episodio decisivo

Con il punteggio fermo sullo 0-0 e 17 minuti rimanenti, Morgan Rogers ha sfruttato un errore del portiere del Manchester United, Altay Bayindir, segnando in un’azione che sembrava destinata a portare il Villa in vantaggio. Tuttavia, l’arbitro Thomas Bramall ha fischiato un fallo di Rogers, giudicando che Bayindir avesse il controllo del pallone, prima che la sfera superasse la linea. La decisione ha impedito al VAR di intervenire, poiché il fischio è arrivato prima del gol. Le immagini hanno evidenziato che Bayindir non aveva entrambe le mani sul pallone, rendendo la chiamata di Bramall errata.

Il Manchester United ha poi segnato con Amad Diallo e Christian Eriksen, vincendo 2-0. Questo risultato, combinato con la vittoria del Chelsea sul Nottingham Forest e la sconfitta del Newcastle contro l’Everton, ha relegato il Villa al sesto posto, dietro al Newcastle per differenza reti, facendogli perdere l’ultimo posto disponibile per la Champions League. Un pareggio sarebbe stato sufficiente per qualificarsi.

Il ricorso dell’Aston Villa

L’Aston Villa ha reagito con prontezza, presentando un reclamo formale alla PGMOL per contestare non tanto la decisione in sé, quanto la scelta di assegnare a Thomas Bramall, il secondo arbitro meno esperto tra i 10 impiegati nell’ultima giornata, una partita di tale portata. In un comunicato ufficiale pubblicato sul sito del club, il Villa ha dichiarato: “L’Aston Villa conferma di aver inviato una lettera alla PGMOL per esprimere preoccupazioni sul processo di selezione degli arbitri per la partita di oggi contro il Manchester United a Old Trafford. Data l’alta posta in gioco, il club ritiene che sarebbe stato necessario nominare un arbitro più esperto. La decisione di annullare il gol di Morgan Rogers, che avrebbe dato al club un vantaggio di 1-0 a 17 minuti dalla fine, è stata un fattore determinante per la mancata qualificazione alla Champions League. Fischiare in anticipo è chiaramente incoerente con le linee guida arbitrali attuali. Il VAR esiste per garantire che situazioni come questa ricevano l’attenzione che meritano, ma la tecnologia non è stata in grado di svolgere il suo ruolo”.

Il club ha sottolineato che il fischio prematuro di Bramall ha violato gli standard stabiliti durante la stagione, impedendo al VAR di correggere l’errore. “Riconosciamo che il risultato non cambierà, ma crediamo sia fondamentale affrontare la metodologia di selezione degli arbitri per garantire che le partite ad alta posta in gioco siano gestite con l’adeguata competenza”, ha aggiunto il comunicato.

Damian Vidagany, direttore delle operazioni calcistiche del Villa, ha ribadito: “Non stiamo contestando la decisione in sé, che è chiaramente un errore, come ammesso dall’arbitro. Il problema è perché un arbitro con così poca esperienza sia stato scelto per una delle partite più difficili della stagione, che coinvolgeva altre quattro o cinque squadre nella lotta per l’Europa”.

 

L’inesperienza di Bramall e il contesto

Thomas Bramall, 35 anni, è arbitro di Premier League dal 2022 e ha diretto solo 11 partite nella massima serie durante la stagione 2024-25, meno di altri 17 colleghi. Ha combinato gli impegni in Premier League con 12 partite in Championship, una in EFL Trophy e una in National League, evidenziando un’esperienza ancora limitata rispetto ad arbitri più navigati. Nonostante abbia diretto la partita che ha consegnato il titolo al Liverpool nella stessa stagione, la sua nomina per un match cruciale come Manchester United-Aston Villa è stata giudicata inappropriata dal club.

Le conseguenze economiche e sportive

La mancata qualificazione alla Champions League rappresenta un duro colpo per l’Aston Villa, che avrebbe incassato circa 100 milioni di sterline, contro i 25 milioni previsti per l’Europa League. Questo divario finanziario è particolarmente critico per un club che, secondo BBC Sport, ha registrato le seconde perdite più alte nella storia della Premier League (£678 milioni), superate solo dal Chelsea. Dal ritorno in Premier League nel 2019, i proprietari Wes Edens e Nas Sawiris hanno investito oltre £868 milioni in trasferimenti, sostenendo una serie di allenatori, tra cui Unai Emery, che ha riportato il Villa in Europa. La perdita della Champions potrebbe mettere a rischio la permanenza di giocatori chiave come Leon Bailey e Emiliano Martínez, con voci di mercato che accostano anche Morgan Rogers al Chelsea. Unai Emery, pur amareggiato, ha mantenuto un tono misurato: “Ho parlato con l’arbitro, che ha riconosciuto il suo errore. Tutti sbagliamo, io per primo. Credo nel VAR e nei nostri arbitri, ma questa decisione ci è costata cara. Meritavamo di più, ma ora guardiamo avanti”.


Il precedente e il futuro del ricorso

Il ricorso dell’Aston Villa si concentra sulla selezione di Bramall, non sulla possibilità di rigiocare la partita o modificare il risultato, che il club riconosce come immodificabile. Tuttavia, il caso solleva interrogativi sulla gestione degli arbitri da parte della PGMOL, già sotto pressione dopo scandali recenti, come quello di David Coote, licenziato per violazioni contrattuali.

Secondo The Telegraph, né il chief refereeing officer Howard Webb né la PGMOL possono annullare il danno subito dal Villa, ma il club spera che il ricorso porti a una revisione delle procedure di assegnazione degli arbitri per le partite decisive. 


 

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