Addio Fair Play Finanziario: ecco il nuovo regolamento UEFA

Il 7 aprile il comitato esecutivo dell'organismo europeo approverà i nuovi regolamenti. Inoltre, la Uefa cambierà il nome FFP in "regolamento per la sostenibilità finanziaria".

La UEFA ha preso la decisione di cambiare la struttura del regolamento economico introdotto nel 2009 e voluto fortemente dall'allora Presidente Michel Platini.

La principale novità riguarderà l'introduzione del limite di spesa per il costo totale del personale del 70% sul totale fatturato.

Il comitato esecutivo dell'organo di governo del calcio europeo dovrebbe approvare il nuovo regolamento nella prossima riunione del 7 aprile e l'UEFA cambierà anche il termine Fair Play Finanziario in "regolamento per la sostenibilità finanziaria". 

L'attuale regolamente prevedeva che i club non potessero spendere più di cinque milioni di euro di quanto generato in un arco di tre anni.

La regola del saldo, varata nel 2010, mirava a garantire che i club non spendessero più del loro fatturato e da allora squadre come Manchester City, Roma, Paris Saint-Germain o Málaga sono state sanzionate per non aver rispettato i regolamenti stabiliti.

Il nuovo regolamento

Dopo l'approvazione delle nuove norme, i club che devono sottostare ai regolamenti UEFA avranno un periodo di tre anni per adattarsi al "nuovo Fair Play".

La principale novità riguarda il limite della spesa per il personale, che non dovrà superare il 70% del fatturato in termini di costi.

Rispetto a questo paletto, le principali squadre a beneficiare del nuovo regolamento saranno quelle della Premier League, poiché hanno un fatturato medio superiore al resto dei club europei per via degli introiti derivanti dai diritti televisivi.

La percentuale è stata oggetto di discussione tra i vertici del massimo organismo europeo e i rappresentanti dei club.

Se da un lato alcuni volevano che il limite fosse fissato all’85% dei ricavi, dall'altro lato soprattutto i club della Bundesliga tedesca volevano una percentuale ben più bassa del 70%.

I discorsi sulla modifica dei regolamenti sono accelerati durante la pandemia, quando gli stadi chiusi e il volume degli stipendi dei club hanno causato problemi finanziari alla maggior parte dei club in Europa.

Solo un mese fa, l'Uefa stimava che i principali club del calcio europeo avessero ridotto le proprie entrate di circa 7.000 milioni di euro dall'inizio della pandemia.

LaLiga e Bundesliga sono state le principali competizioni i cui ricavi sono diminuiti in percentuale minore, con un totale del 13% tra le stagioni 2019-2020 e 2020-2021. 

Serie A (18%), Ligue1 (19%) e SuperLig turca (21%) sono state invece le competizioni che hanno visto decrementare maggiormente i loro ricavi.



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