Addio a Carlo Sassi, dalla nascita della moviola all'ideazione del VAR passando per il gol di Turone

Dal gol fantasma di Gianni Rivera a quello annullato a Turone, 31 anni di Domenica Sportiva e la nascita di uno stile ancora oggi imitato e seguito

Moviola Carlo Sassi

Il famoso gol fantasma di Gianni Rivera (Foto magliarossonera.it)

La notizia è di quelle tristi, quelle che una testata che parla di calcio non vorrebbe mai scrivere ma che, per dovere, di cronaca è costretta a fare. Domenica 28 settembre è venuto a mancare Carlo Sassi.

Giornalista RAI, classe 1929, forse alle generazioni più recenti solleciterà pochi ricordi ma per chi ha dai 35 anni in su rappresenta una delle colonne portanti, la colonna portante, del calcio in televisione, dello strumento che ha fatto esplodere la passione nella propria testa e nel proprio cuore. 

Carlo Sassi, infatti, dopo un infruttuoso tentativo come calciatore e nove anni di lavoro impiegatizio in banca nel 1960 vince il concorso per entrare in RAI e viene subito assegnato alla redazione della Domenica Sportiva il programma nato nel 1953 e che, ancora oggi, è la programmazione di punta della sera del giorno di festa.

Sassi lavorerà alla domenica sportiva per 31 anni, fino al 1991, ideando un genere e passando alla Storia per due fatti che fanno parte integrante della cultura italiano. Non solo sportiva.

L'invenzione della moviola, l'antenato del VAR

Parliamo nello specifico dell'invenzione della moviola e del dibattito sulle decisioni arbitrali. Due fatti, due concetti, che ancora oggi sono parte decisiva del confronto sul calcio, di fatto gli antenati del VAR e delle discussioni nei vari talk show calcistico e sui social. 

Vediamo come. Partiamo dalla moviola, lo slow motion, il replay al rallentatore. La moviola nasce nel febbraio del 1965 quando l'allora conduttore della Domenica Sportiva Enzo Tortora la inserisce come curiosità. Ma appena due anni dopo il 22 ottobre 1967 Carlo Sassi e il tecnico Heron Vitaletti la fecero salire al centro dell'attenzione.

L'episodio scatenante fu un gol di Gianni Rivera nel derby Milan-Inter del 22 ottobre 1967. Quello che passa alla storia come “Il gol fantasma”. In quel contesto l'arbitro del match, D'Agostini, convalidò il gol del pareggio del Milan. Il dubbio che avvolse spettatori presente e giornalisti era se il pallone avesse superato interamente la linea di porta dopo aver colpito la traversa.

Analizzando i fotogrammi, Carlo Sassi ed Heron Vitaletti notarono un dettaglio decisivo. Il pallone calciato da Rivera dopo aver colpito la traversa rimbalza in campo sollevando uno sbuffo di polvere bianca, quello del gesso usato per tracciare la linea della linea. 

Quel fotogramma dimostrava in modo inequivocabile che la palla aveva toccato la riga e, quindi, non era entrata completamente in porta. Il gol non era valido.

Da quel momento in poi la moviola passa dall'essere una semplice curiosità a diventare lo strumento principe per l'analisi e la critica delle decisioni arbitrali. Dalla stagione 1969-1970, infatti, diventa una rubrica fissa della Domenica Sportiva facendo nascere il dibattito post gara in tutta Italia. A dirigere la rubrica, fino al 1991, Carlo Sassi.

Di fatto possiamo dire che la moviola di Carlo Sassi, poi copiata a livello europeo, è di fatto l'antenato del VAR. 

Il gol di Turone

Ma l'evento che travalica gli amanti e gli appassionati del calcio avviene circa dieci anni dopo e precisamente il 10 maggio 1981. Quel pomeriggio allo Stadio Comunale di Torino, l'attuale Stadio Grande Torino, si gioca il match tra la Juventus di Trapattoni e la Roma di Liedholm.

E' l'alba della sfida tra le Regine degli Anni Ottanta. Siamo alla 28' e terzultima giornata della Serie A 1980-1981, la Vecchia Signora è prima con 39 punti, la Roma seconda a 38. E' il match decisivo per lo scudetto.

Le due squadre combattono e al minuto 72 il match si sblocca. Cross dalla trequarti in area bianconera, sponda di Pruzzo e gol di testa a volo d'angelo di Turone che trafigge Zoff. E' il gol dello 0-1 il gol che vale il sorpasso e forse, per la Roma, il ritorno allo Scudetto dopo 40 anni di attesa.

Ma il guardalinee Giulio Sancini di Napoli alza la bandierina, segnala il fuorigioco e spinge l'arbitro Paolo Bergamo ad annullare la rete. Il match finisce 0-0 e due settimane dopo la Juventus vincerà lo Scudetto numero 19.

Il dibattito dopo la moviola di Carlo Sassi è furioso. In verità non verrà mai chiarito in modo definitivo se il gol era regolare o meno. Di certo dalle immagini di Carlo Sassi della Domenica Sportiva del 10 maggio 1981 scatta un dibattito, aperto ancora oggi, che ha letteralmente ideato il dibattito sulle decisioni arbitrali dando vita perfino ad un film “Er go de Turone era bono” e decine di citazioni cinematografiche.

Tutto merito del genio di Carlo Sassi, un giornalista seri, onesto, preparato che davvero più degli altri ha tracciato una strada.    


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