Serie A 2025/26, gli stipendi di tutti gli allenatori

La Serie A per la stagione 2025/26 cambia pelle per ben 13 panchine su 20: ecco gli stipendi di tutti gli allenatori del campionato italiano

Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images

La Serie A 2025/26 si annuncia come una delle stagioni più affascinanti e imprevedibili degli ultimi anni, grazie a un valzer di panchine che ha coinvolto ben 13 delle 20 squadre del campionato. Non si tratta di un semplice avvicendamento di tecnici, ma di una rivoluzione profonda che intreccia strategie aziendali, ambizioni sportive ed equilibri economici. Dai grandi club che puntano su nomi affermati per tornare a vincere, alle realtà provinciali che scommettono su giovani talenti o certezze consolidate, ogni scelta riflette un progetto unico. Il risultato è un torneo che si presenta come un laboratorio tattico a cielo aperto, dove le certezze del passato sono destinate a essere riscritte. Ecco una panoramica su tutti gli stipendi del campionato italiano grazie ai dati di MCO Report.

Conte, il monarca di Napoli, e il ritorno di Allegri al Milan

Al vertice di questa rivoluzione c’è Antonio Conte, il condottiero che ha riportato lo scudetto a Napoli al suo primo anno e che si conferma il faro della Serie A. Con un ingaggio di 6.5 milioni di euro netti, per ora invariato rispetto alla stagione 2024/25, nonostante l’ufficialità del rinnovo potrebbe essere dietro l’angolo, il tecnico leccese si pone come il punto di riferimento economico e tecnico del campionato. La sua mentalità vincente e l’intensità che trasmette alla squadra sono la garanzia di un Napoli che non vuole abdicare al trono, ma punta a consolidare il proprio dominio. Conte, 55 anni, non è solo il tecnico più pagato, ma anche il simbolo di una continuità che il club partenopeo considera imprescindibile per il proprio progetto.

Il colpo di scena più clamoroso, però, arriva da Milano, sponda rossonera. Massimiliano Allegri torna sulla panchina del Milan, non per un’operazione nostalgia legata allo scudetto del 2011, ma con una missione ad altissima tensione: restituire al Diavolo la competitività perduta e ricostruire una squadra capace di lottare per i vertici. Con un contratto biennale firmato il 30 maggio 2025 e un ingaggio di 5 milioni di euro, Allegri segna un aumento rispetto al predecessore Paulo Fonseca (2,5 milioni) e soprattutto rispetto a Sergio Conceicao (1 milione), che aveva guidato il Milan nella stagione precedente. A 57 anni, Allegri porta con sé un palmarès ineguagliabile: sei scudetti, cinque Coppe Italia e tre Supercoppe Italiane, che lo rendono il tecnico più titolato della Serie A. La sua esperienza è il pilastro su cui il Milan vuole costruire un ritorno al passato glorioso, pronto a sfidare le aspettative di una piazza esigente.

Roma e Lazio: Gasperini e Sarri per una Capitale in fermento

A Roma, la rivoluzione delle panchine assume contorni altrettanto spettacolari. Gian Piero Gasperini, artefice del ciclo memorabile dell’Atalanta dal 2016 al 2025, approda sulla panchina giallorossa il 6 giugno 2025 con un ingaggio di 5 milioni di euro, un aumento rispetto ai 3.5 milioni percepiti a Bergamo (nel cui contratto però c’erano diversi bonus importanti che ritoccherebbero la cifra di molto verso l’alto). A 67 anni, Gasperini porta nella Capitale la sua filosofia di calcio totale, fatta di pressing e intensità, con l’obiettivo di trasformare la Roma in una macchina da gol e risultati. La sua nomina segna un netto distacco rispetto al predecessore Claudio Ranieri (1 milione), rappresentando un investimento significativo per un club che sogna di tradurre il suo gioco spumeggiante in trofei.

Sull’altra sponda del Tevere, la Lazio risponde con un ritorno carico di emozione: Maurizio Sarri, a 66 anni il tecnico più anziano del campionato, riprende le redini dei biancocelesti il 2 giugno 2025 con un ingaggio di 2,8 milioni di euro. Questo rappresenta un aumento rispetto ai 1,5 milioni di Marco Baroni, predecessore alla guida della squadra. Il “Comandante” torna con la sua idea di calcio spettacolo, basato su geometrie precise e possesso palla, per riportare la Lazio nelle posizioni di vertice. La scelta di Sarri riflette la volontà del club di affidarsi a un’usata sicurezza, un tecnico che conosce già l’ambiente e che può rilanciare le ambizioni biancocelesti.

Inter: la scommessa Chivu e le strategie dei grandi club

L’Inter, invece, opta per una strada diametralmente opposta, puntando su una scommessa audace e rischiosa: Cristian Chivu, 44 anni, assume la guida dei nerazzurri il 6 giugno 2025, dopo aver condotto il Parma alla salvezza nella stagione 2024/25. Con un ingaggio di 2,5 milioni di euro, Chivu segna un taglio drastico del 61,5% rispetto ai 6,5 milioni percepiti dal predecessore Simone Inzaghi, che ha lasciato l’Inter per l’Al-Hilal dopo la finale di Champions League persa contro il Paris Saint-Germain. La scelta di Chivu, ex difensore nerazzurro e allenatore della Primavera dell’Inter fino al 2024 (con uno Scudetto Primavera nel 2021/22), rappresenta un investimento sul futuro, ma carica il tecnico rumeno di un’enorme responsabilità: guidare un club di vertice in un momento di transizione economica e sportiva.

Il Bologna, invece, sceglie di premiare il talento di Vincenzo Italiano, che dopo le stagioni eccellenti con la Fiorentina approda in rossoblù con un ingaggio di 3 milioni di euro, un aumento rispetto ai 2,1 milioni del 2024/25, firmato il 28 maggio 2025. A 47 anni, Italiano è considerato uno dei tecnici più brillanti in circolazione, e il suo arrivo consolida il progetto del Bologna, che punta a confermarsi tra le sorprese del campionato e a brillare nella storica partecipazione in Champions League. La Juventus, dal canto suo, conferma Igor Tudor, che dopo aver rilevato la panchina da Thiago Motta nella stagione precedente ha conquistato la qualificazione in Champions League. Con un ingaggio di 3 milioni di euro, un balzo rispetto ai 500,000 euro percepiti nel 2024/25, e un contratto firmato il 13 giugno 2025, Tudor rappresenta una scelta di continuità per una squadra che cerca stabilità dopo anni di transizione.

La Fiorentina, orfana di Italiano, riparte da Stefano Pioli, 60 anni, che torna in Serie A dopo un’esperienza in Arabia Saudita. Con un ingaggio di 3 milioni di euro, Pioli, che ha vinto lo scudetto col Milan nel 2022, porta esperienza e ambizione a Firenze, dove il suo progetto tecnico chiaro punta a valorizzare una rosa giovane e talentuosa. L’Atalanta, dopo l’addio di Gasperini, affida la panchina a Ivan Jurić, 49 anni, con un ingaggio di 2 milioni di euro, firmato il 6 giugno 2025. Jurić, noto per il suo calcio intenso, ha il compito di raccogliere l’eredità pesante di Gasperini e aprire un nuovo ciclo a Bergamo, con un approccio più pragmatico e una spesa ridotta

Le squadre di provincia: un laboratorio di talenti e idee

Lontano dai riflettori dei grandi club, la Serie A si conferma un laboratorio di idee e talenti, dove gli allenatori delle squadre provinciali svolgono un ruolo cruciale come “artigiani” del calcio, chiamati a valorizzare rose multietniche e a trasformare scommesse di mercato in certezze. A Lecce, Eusebio Di Francesco, con un ingaggio di 500 mila euro, torna in Salento dopo l’esperienza del 2011, firmando un contratto fino al 2026. Il suo calcio verticale e coraggioso, basato su un pressing alto, punta a infiammare il “Via del Mare” e a garantire la salvezza, nonostante un budget tra i più bassi del campionato. A Verona, Paolo Zanetti (600 mila euro, invariato) ha il compito di mantenere la solidità difensiva della passata stagione, rendendo gli scaligeri una squadra rocciosa mentre la dirigenza rivoluziona la rosa sul mercato. A Udine, Kosta Runjaic (750 mila euro, invariato, contratto in corso) rappresenta una delle poche certezze del campionato, continuando a plasmare un gruppo con giocatori di dieci nazionalità diverse, inculcando i dettami del calcio italiano a talenti scovati in ogni angolo del mondo.

Tra le neopromosse, il Pisa si affida ad Alberto Gilardino, 43 anni, esonerato dal Genoa nella stagione precedente. Con un ingaggio di 1 milione di euro, il campione del mondo 2006 firma un contratto biennale con opzione per il terzo anno, portando esperienza e carisma a una squadra che punta alla permanenza in Serie A. Il Parma sorprende con Carlos Cuesta, 30 anni, ex assistente di Mikel Arteta all’Arsenal, che assume la panchina con un ingaggio di 1 milione di euro. La sua nomina segue l’addio di Chivu, passato all’Inter, e rappresenta una scommessa innovativa per una neopromossa ambiziosa. La Cremonese, infine, si affida a Davide Nicola, 52 anni, con un ingaggio di 800 mila euro, reduce dall’ennesima salvezza col Cagliari. Nicola, specialista in missioni impossibili, è chiamato a ripetere l’impresa con i grigiorossi.

Visioni internazionali e scommesse giovani

Il Como riesce a trattenere Cesc Fàbregas, 38 anni, il tecnico più giovane del campionato, nonostante il pressing dell’Inter per sostituire Inzaghi. Con un ingaggio di 1 milione di euro (invariato per ora), Fàbregas continua il suo percorso di crescita in una squadra che punta a consolidarsi in Serie A. Il Cagliari, dopo l’addio di Nicola, scommette su Fabio Pisacane, 39 anni, con un ingaggio di 1 milione di euro, una scelta identitaria che promuove un tecnico dalla Primavera del club. Il Sassuolo conferma Fabio Grosso, 47 anni, campione del mondo 2006, con un ingaggio di 900 mila euro (invariato), offrendogli l’opportunità di consolidare il suo status in Serie A. Il Torino sceglie Marco Baroni, 61 anni, con un ingaggio di 1,2 milioni di euro, firmato il 5 giugno 2025, per dare solidità a un progetto che punta alla continuità dopo la salvezza col Verona. Il Genoa, infine, punta sulla visione internazionale di Patrick Vieira, 48 anni, confermato a novembre 2024 con un ingaggio di 1,4 milioni di euro, segnale di fiducia in un progetto che cerca stabilità.

I numeri del mercato: ingaggi, tagli e strategie

La rivoluzione delle panchine non è solo una questione di nomi, ma anche di numeri che riflettono le strategie economiche dei club. Antonio Conte guida la classifica degli stipendi con 6 milioni di euro, seguito da Massimiliano Allegri e Gian Piero Gasperini, entrambi a 5 milioni. Al terzo posto si collocano Vincenzo Italiano (Bologna), Igor Tudor (Juventus) e Stefano Pioli (Fiorentina), tutti con 3 milioni di euro. Tra gli allenatori stranieri, Ivan Jurić (Atalanta, 2 milioni) è il più pagato, mentre Maurizio Sarri (66 anni) è il più anziano e Cesc Fàbregas (38 anni) il più giovane. Allegri si conferma il più titolato, con un palmarès che eclissa la concorrenza.

Questo valzer di panchine non si limita ai grandi club, ma attraversa l’intera Serie A, dalla lotta per lo scudetto a quella per la salvezza. Le squadre provinciali come Lecce, Verona e Udinese operano con budget limitati, ma incarnano lo spirito del calcio italiano: scoprire talenti, valorizzarli e rivenderli, con allenatori che fungono da artigiani, costruendo squadre competitive nonostante rose in continua trasformazione. Di Francesco, Zanetti e Runjaic rappresentano questa realtà, dove ogni punto conquistato è frutto di organizzazione e intuizione.

Le neopromosse, dal canto loro, incarnano la fame di novità che caratterizza il campionato. Gilardino al Pisa, Cuesta al Parma e Nicola alla Cremonese sono scelte che riflettono approcci diversi: esperienza, innovazione e pragmatismo. Il Como con Fàbregas, il Cagliari con Pisacane e il Sassuolo con Grosso completano un quadro eterogeneo, dove ogni squadra porta in campo una storia unica.

La Serie A 2025/26 si presenta così come un torneo che rompe con le certezze del passato, un laboratorio tattico dove le strategie dei club, dalle scommesse sui giovani tecnici come Chivu e Cuesta ai ritorni di maestri come Allegri e Sarri, promettono di generare un equilibrio precario e affascinante. Con ingaggi che oscillano tra i 6 milioni di Conte e i 500 mila euro di Di Francesco, il campionato riflette un mix di ambizione e pragmatismo, pronto a regalare sorprese e a ridefinire le gerarchie del calcio italiano.

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