Perché l'Al-Ittihad di Benzema ha rifiutato di giocare in Iran?

L’ex attaccante del Real Madrid ha rinunciato al match con l’Al-Ittihad per motivi politici: grande tensione fra sauditi e iraniani, dentro e fuori dal calcio

Karim Benzema e l’Al-Ittihad non hanno giocato la partita di AFC Champions League programmata lunedì 2 ottobre contro gli iraniani del Sepahan. E il motivo è prettamente politico. La squadra araba, infatti, ha deciso di non disputare il match in segno di protesta, dopo aver trovato, nel briefing pre match, una statua installata a bordo campo e che rappresenta Qassem Soleimani, generale iraniano morto nel 2020 in Iraq a seguito di un attacco con droni ordinato dagli Stati Uniti.



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A quel punto, infatti, Benzema e compagni hanno chiesto al club padrone di casa di rimuovere il busto, senza che però il Sepahan assecondasse questo desiderio del club dell’Arabia Saudita. L’attaccante francese, in particolare, non ha gradito il posizionamento e il personaggio raffigurato dalla statua, dal momento che Qassem Soleimani è stato capo della Niru-ye Qods, l'unità delle Guardie della Rivoluzione responsabile per la diffusione dell'ideologia khomeinista fuori dalla Repubblica Islamica. Un personaggio molto discusso in Medio Oriente.

 

La tensione fra le parti è deflagrata al punto che l’Al-Ittihad ha deciso di abbandonare la gara, nonostante i 60mila spettatori già presenti allo stadio.



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Quanto successo ha fatto nuovamente acuire la tensione tra i due Paesi, nonostante una riconciliazione apparente avvenuta proprio negli ultimi mesi. L’Asian Champions League ha cercato di sminuire quanto accaduto, ma ora dovrà occuparsi della vicenda e tentare di ristabilire buoni rapporti dentro e fuori dal campo, cercando anche di fissare una data per il recupero della gara.



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