Lo Shakhtar chiede un risarcimento da 40 milioni alla FIFA

Il club ucraino si è apertamente schierato contro la decisione della Federazione Internazionale di permettere ai giocatori stranieri di rescindere dai club ucraini dopo lo scoppio della guerra con la Russia.

Il 2022 sta volgendo al termine dopo averci regalato un anno solare di grande calcio e risultati storici, come il ritorno allo Scudetto del Milan, l’ennesima Champions League vinta dal Real Madrid e il Mondiale, insolitamente invernale, all’Argentina.

Accanto a questa abbondanza sportiva, però, va menzionata anche la guerra in Ucraina, evento di attualità che ha sconvolto qualsiasi settore, calcio compreso. In primis il campionato ucraino e tutti i suoi addetti ai lavori, nella cornice di una situazione pericolosa e insostenibile.

Per questo motivo la FIFA qualche mese fa si è assunta la responsabilità di concedere ai giocatori stranieri dei club locali di rescindere i propri contratti con le società per poter fuggire quanto prima dal Paese in guerra.

Decisione che è parsa assolutamente legittima, ma che, a detta dello Shakhtar Donetsk, ha causato dei danni irreparabili al movimento calcistico ucraino. Buttando benzina sul fuoco di una condizione già di per sé precaria ed economicamente problematica.

Per questo motivo la società arancio-nera ha ufficialmente richiesto alla FIFA un risarcimento da 40 milioni di euro. Sergei Palkin, amministratore delegato dello Shakhtar Donetsk, ha infatti dichiarato: “Vogliamo lealtà e giustizia – ha dichiarato– da un lato la FIFA ha protetto i giocatori, ma avrebbe dovuto proteggere anche i club.

Nel tentativo di trovare una soluzione giusta ed equa l‘FC Shakhtar ha deferito la sua controversia con la FIFA alla Corte Arbitrale dello Sport (TAS) in Svizzera, dove il caso sarà esaminato da una commissione indipendente il 22 dicembre 2022.

La controversia dell’FC Shakhtar con la FIFA è incentrata sulle azioni dell’organismo calcistico nel 2022, che hanno portato alla sospensione automatica dei contratti internazionali dei giocatori e degli allenatori del club in seguito all’invasione illegale e aggressiva delle forze armate russe in Ucraina.

Molti giocatori internazionali hanno poi lasciato il Club tramite trasferimenti a parametro zero. Le misure inappropriate ed eccessive applicate dalla FIFA hanno portato ad una massiccia perdita di introiti derivanti dai trasferimenti dei giocatori e ad un impoverimento delle entrate essenziali del Club, pari a circa 40 milioni di euro, fondi di cui c’è grande bisogno, soprattutto in un momento in cui il calcio ucraino e lo sport ucraino in generale stanno lottando per riprendersi dal terribile impatto che la guerra ha avuto e sta avendo.

Nel corso dell’udienza del TAS, l’FC Shakhtar esporrà quattro argomentazioni chiare e convincenti che, ne siamo certi, confermeranno pienamente le nostre giuste rivendicazioni:

1. Le decisioni prese dalla FIFA (in particolare le circolari 1800 e 1804) per annullare il contratto internazionale sono illegali. Non ci sono motivi legali per sospendere i contratti di lavoro secondo la legge ucraina e svizzera. La FIFA non può e non deve interferire nelle relazioni contrattuali di cui non fa parte.

2. Le azioni della FIFA violano il diritto alla concorrenza dell’UE (in particolare l’articolo 101 del TFUE), che consente alle società calcistiche ucraine di accedere al mercato europeo per il trasferimento dei giocatori. Impedire ai club ucraini questo accesso distorce il mercato equo e democratico ed è anti-concorrenziale.

3. La FIFA non ha agito in conformità con le sue pratiche e i suoi standard di buon governo e ha attuato le procedure contrattuali senza alcuna valutazione della situazione pratica del Paese e senza alcuna consultazione con le principali parti interessate, ossia i club ucraini e l’Associazione ucraina di calcio (UAF).

4. Le Circolari 1800 e 1804 sono discriminatorie, violano il principio della stabilità contrattuale, limitano la libertà economica dei club, compromettono l’integrità delle competizioni calcistiche, e sono oppressive. La FIFA aveva la responsabilità di aiutare e sostenere il calcio ucraino durante la guerra e invece le sue azioni hanno gettato la comunità calcistica locale in una crisi ancora più grave.



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Oltre a queste argomentazioni, l’FC Shakhtar proporrà misure eque e meno dannose che la FIFA avrebbe invece potuto esplorare e adottare. Tra queste, l’istituzione di un fondo di risarcimento per i club ucraini colpiti dalla perdita di entrate durante il conflitto.

La FIFA avrebbe anche potuto mediare efficacemente in modo che i club ucraini che avevano obblighi di pagamento nei confronti di altri club, potessero rinviare il pagamento stesso fino a quando la crisi non si fosse attenuata e le entrate avessero ripreso a fluire.

Nella situazione attuale, le politiche attuate dalla FIFA hanno causato danni considerevoli all’FC Shakhtar. Per questo motivo, il club chiede il rimborso dei 40 milioni di euro di perdite, inoltre la FIFA sarà chiamata a rimborsare i danni di cui è responsabile.

Crediamo nell’uguaglianza, nella responsabilità e nella solidarietà nel calcio mondiale. Ci aspettiamo che la FIFA operi con i massimi standard di etica, integrità e governance ed è giusto che l’organizzazione sostenga l’intera comunità calcistica in modo che tutti, compresi i club, i giocatori e i tifosi, possano aiutare il gioco a prosperare”.



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