LaLiga riduce il Salary Cap a causa del Barcellona

Il campionato spagnolo applica un sensibile taglio al tetto salariale delle squadre per un totale di 177,1 milioni di euro. Decisione presa a seguito del superamento del limite da parte del Barça e di altri 15 club iberici.

Il salary cap, noto anche come tetto salariale, consiste nella somma massima di denaro che una società sportiva professionistica può spendere, complessivamente, per ogni stagione.

In Spagna il tetto salariale consiste nell’importo massimo che le squadre de LaLiga possono spendere per la retribuzione dei giocatori, dell’accademia e dello staff tecnico.

Ogni club o Sociedad Anonima Deportiva propone alla Lega il suo limite di costo del personale, in conformità con regole disposte ex lege per la stesura dei bilanci dei club, lasciando all’Organo di Convalida la responsabilità di approvare o correggere il limite o, se necessario, di rettificarlo fino a un importo che garantisca la stabilità finanziaria del club.

Fatta questa preliminare, ma necessaria puntualizzazione, entriamo nel vivo del discorso, affrontando la decisione assunta dalla lega spagnola, che porterà in seno un cambiamento non indifferente circa le sorti del calcio iberico.

La decisione inequivocabile di ridurre il tetto salariale di ben 177,1 milioni di euro è fortemente condizionata dalle cifre collezionate dal Barcellona, reo di passare dai 97 milioni della fine del mercato estivo (iconico a causa dell’addio della Pulga Lionel Messi) ad un rosso di 144 milioni al termine del mercato di gennaio, particolarmente ricco grazie – ma a questo punto anche a causa – all’arrivo di giocatori come Ferran Torres, Dani Alves, Adama Traorè e Pierre-Emerick Aubameyang.

Questo ha costretto l’autorità apicale del calcio spagnolo ad attuare un adeguamento del 10% per la Primera Division, fino a 2.047 milioni di euro, e del 3,5% per la Segunda.

I Cules rappresentano il caso più estremo, travolti da una ristrutturazione finanziaria su larga scala capace di travolgere, con perdite ammontanti a 481 milioni, il bilancio 2021.

Aggiungendo al tutto l’impossibilità dei catalani di fare aumenti di capitale, potendo recuperare il salary cap solamente attraverso plusvalenze o l'accordo con Corporate Venture Capital (CVC).

Le problematiche economiche, però, non sono ad appannaggio esclusivo del Barça, essendo 15 le squadre spagnole che hanno superato il proprio limite, rendendo così inevitabile la riduzione.

A rendere ancor più beffarda la situazione del Barcellona è la salute finanziaria dei rivali di sempre del Real Madrid, leader indiscussi della categoria, e capaci di mantenere il proprio salary cap a 739 milioni.

Classifica che vede al secondo posto, ma ben dietro alle Merengues, il Sevilla con 199 milioni di euro e i cugini dell’Atletico Madrid a quota 161 milioni.

Una delle squadre che ha aumentato di più il suo salary cap rispetto all'inizio della stagione è stato il Valencia, che è passato da un tetto di trenta milioni di euro a settembre fino ai 58 milioni di euro di marzo, quasi raddoppiando il limite.

Anche LaLiga SmartBank ha aumentato il suo salary cap di otto milioni di euro, da 244 milioni di euro a 252 milioni di euro. SD Eibar, con un tetto di 30 milioni di euro, e Real Valladolid, con 29 milioni di euro, sono i club in cima alla lista.

Si delinea quindi un divario enorme tra gli Azulgrana (-144 Milioni) e le prime della classe, nonostante una parità d’intenti sul campo.

Ecco la classifica completa:

  • Real Madrid: 739M
  • Sevilla: 199M
  • Atlético: 161M
  • Villarreal: 148M
  • Athletic: 124M
  • Real Sociedad: 111M
  • Espanyol: 79M
  • Celta: 66M
  • Getafe: 64M
  • Betis: 61M
  • Valencia: 58M
  • Granada: 57M
  • Osasuna: 56M
  • Rayo Vallecano: 48M
  • Elche: 48M
  • Mallorca: 48M
  • Cádiz: 47M
  • Alavés: 42M
  • Levante: 34M
  • Barça: -144M

 

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