La nuova politica del Manchester United comincia a raccogliere i primi risultati: migliorato nettamente il bilancio rispetto al primo semestre dell'anno precedente
Foto by Manchester United
Il campo, dopo anni di sofferenza, comincia a sorridere al Manchester United, rigenerato subentro in panchina di Michael Carrick, e contemporaneamente porta frutti anche sul piano economico. In un anno particolare, segnato dalla mancanza di ricavi derivanti dalle competizioni europei, il primo semestre ha portato alla registrazione di una perdita minore del 90% rispetto allo stesso punto della stagione dell’annata precedente.
La politica del taglio dei costi, che ha portato al licenziamento di circa 450 dipendenti, con riduzione della rosa del 40%, ha garantito al Manchester United ad un calo delle perdite del 90% rispetto all’anno precedente, con un passaggio da 26,3 milioni di sterline del 2024/2025 ai 2,5 milioni di sterline attuali.
In merito, è stato rinvenuto un adeguamento delle spese operative di 173,9 milioni di euro nel secondo trimestre, ben l’11,5% in meno rispetto all’annata antecedente. In linea con quanto indicato, infatti, i costi per i dipendenti hanno subito un calo del 9%, con diminuzione di 7,4 milioni di sterline.
Crollano del 14,2% anche i costi operativi differenti, la cui causa è data da una parte dal più vasto programma di rimodulazione delle uscite e della spesa correlata alle gare da disputare (tre in meno rispetto all’anno precedente).
Il risultato negativo di 2,5 milioni di euro, dunque, migliora nettamente l’anno precedente. Tuttavia, vi è un lieve regresso dei ricavi commerciali, principale fonte di sostentamento del club, passati da 170,4 milioni del 2024/2025 ai 162,7 milioni di sterline attuali (calo del 7,8%), e dei diritti televisivi, diminuiti di 0,7 milioni di sterline (92,9 contro 92,2). In aggiunta, la mancanza delle competizioni europee si fa sentire e si trascina una perdita del 3,6% di incassi dallo stadio, da cui derivano 75,7 milioni di sterline.