Il PIl dei balcanici ammonta a 29 miliardi, mentre quello dello stivale tocca quota 2258 miliardi. Uno stipendio lordo medio a Sarajevo raggiunge la cifra di 833 euro mensili, in Italia 2450
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Dentro o fuori. Questa sera a Zenica Bosnia e Itaia si fronteggiano per staccare l'ultimo pass disponibile per il Mondiale della prossima estate. Una sfida senza appello che si disputerà in un ambiente freddo meteorologicamente ma caldissimo per tutto il resto. Un match tra due contesti socio-economici decisamente differenti sotto vari aspetti. Nel numero odierno della Gazzetta dello Sport Roberto Maida ha realizzato un ampio focus sul tema.
Partiamo dal dato relativo al PIL. La Bosnia si attesta a 29 miliardi, mentre l'Italia raggiunge la soglia di 2258 miliardi. Ovviamente tali numero vanno commisurati alla grandezza dei rispettivi territori e ai bacini di utenza conseguenti. Interessante il risultato ottenuto dal calcolo di uno stipendio medio lordo di un lavoratore. I balcanici non oltrepassano gli 833 euro al mese. I cittadini dello stivale, invece, ne guadagnano 2450. Appare fin troppo chiara la differenza nella misurazione della superficie territoriale per kmq: 51209 contro 302073.
Per quanto riguarda nello specifico il movimento calcistico attuale, va detto che la Bosnia sta man mano crescendo in termini di praticanti grazie ad una programmazione apprezzabile in ambito giovanile. I balcanici al momento contano 15mila tesserati alla locale federazione, a fronte di una popolazione complessiva di 3,1 milione di persone. L'Italia, forte di una popolazione di 59 milioni, registra 1,5 milioni di affiliati.
L'Italia ha partecipato per 18 volte ai Mondiali, vincendone 4. La Bosnia vanta una sola avventura nella rassegna globale, quella del 2014 in Brasile. Ultima chicca: l'Italia ha conquistato nella storia 843 medaglie alle Olimpiadi, la Bosnia è ancora a secco.