Il club norvegese adotta ormai da anni una politica gestionale ben collaudata a base di statistiche e con un lato umano essenziale in primo piano
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Bodo Glimt-Inter è la sfida playoff proposta dal tabellone della Champions League 2025-2026. Una trasferta lunga e non priva di insidie per i nerazzurri di mister Chivu. Il freddo e il gelo sono ingredienti consueti praticamente tutto l'anno da quelle parti. Il piccolo impianto cittadino si trasforma nelle gelide notti europee spesso in catino quasi inespugnabile.
Il Bodo consegue lodevoli risultati in maniera assolutamente non casuale. Dietro c'è un ragionamento ad ampio raggio sul piano organizzativo e gestionale delle varie aree della società canarina. La città norvegese conta 40mila anime e l'Aspmyra Stadion ospita un totale di 8.200 spettatori. Il Glimt è stato fondato nel 1916 e vanta 4 titoli nazionali, 11 trofei scandinavi e ben 11 apparizioni nelle competizioni continentali di cui 14 al cospetto di squadre italiane.
L'elemento più stuzzicante è relativo alla presenza di un mental coach, come rimarcato oggi dalla Gazzetta dello Sport, di nome Bjorn Mannsverk. L'ex pilota di caccia 55enne dialoga costantemente con i giocatori delle selezioni del Bodo, dalla prima squadra al settore giovanile, riuscendo a tradurre la prevedibile ansia in energia positiva da sprigionare poi sul terreno di gioco.
Da diverso tempo il Bodo Glimt, come ammesso dal direttore sportivo Sakariassen sulle colonne del quotidiano rosa, si avvale dei dati raccolti dalla società Fokus esclusivamente dedita al reperimento di utili informazioni statistiche sulle prestazioni dei calciatori. Brann e Viking sono altre compagini norvegese partners di Fokus. In tal modo il processo di reperimento di giovani talenti scandinavi risulta più agevole, mirato ed efficace. D'altronde le imprese compiute di recente tra le mura amiche contro Roma, Lazio e Manchester City testimoniano la bontà dell'intraprendenza di un club entrato a pieno titolo nel gotha del pallone europeo.