Cos'è la Baller League? L'idea di Hummels e Podolski

7 contro 7, due tempi da 20 minuti giocati su un campo in un vecchio hangar a Colonia. Un campionato con 12 squadre allenate da celebrità del mondo dello sport, della musica e dello spettacolo e trasmesso in streming: ecco come funziona la "Baller League"

La stella del Borussia Dortmund Mats Hummels (34 anni) e la leggenda del Colonia Lukas Podolski (38 anni, oggi al Gornik Zabrze) sono fondatori e presidenti di questo nuovo progetto calcistico, che ha avuto inizio l’8 gennaio 2024.

I giocatori che compongono le squadre saranno professionisti di terza divisione o giocatori provenienti dal campionato regionale o dall'Oberliga (quinta divisione tedesca).

L'intervista alla Bild

Cosa vi ha spinto a diventare presidenti della Baller League?

 Hummels ha spiegato il progetto così: “L'idea è semplicemente fantastica. Personalità entusiasmanti con background diversi guidano dodici squadre di calcio che giocano un torneo indoor divertente e di alto livello su un piccolo campo. Accesso gratuito, calcio di alto livello e nessun calcio di influencer. Ho avuto subito la sensazione che fosse in sintonia con lo spirito del gioco. Sono sempre stato un fan sfegatato del calcio a 5.”

Anche Podolski ha spiegato le sue motivazioni: “Il modo di giocare della Baller League rispecchia esattamente il tipo di calcio che mi piace. Io stesso ho imparato a calciare un pallone per strada. Questo è semplicemente un progetto estremamente bello e mi ha convinto fin dal primo secondo.”

Cosa può fare la Baller League che la Bundesliga non può fare?

 L'opinione del difensore del Borussia Dortmund: “Non si tratta di competere con la Bundesliga o con qualsiasi altro campionato. Se faccio un paragone con la mia giovinezza, ho l'impressione che le nuove generazioni abbiano perso un po' del grande amore per il gioco del calcio che esiste da decenni. Noi vogliamo contrastare questo fenomeno e far sì che i giovani si appassionino al calcio in modo contemporaneo. Il semplice fatto è che ai giovani di oggi piacciono i format divertenti con molta interazione e gamification. C'è anche la tendenza dei giovani a emulare sempre più spesso grandi personaggi famosi. Un fattore di successo per la lega è sicuramente la presenza degli streamer e degli influencer. Avremo alcuni grandi nomi nella Baller League.

Dello stesso avviso l'ex attaccante del Colonia: “Credo che il paragone sia fuorviante. Non vogliamo ostacolare il calcio tradizionale. La Bundesliga è un marchio affermato, noi dobbiamo prima diventare un brand a sé stante. È una strada lunga che siamo pronti a percorrere. Internamente parliamo sempre di educazione precoce. Dobbiamo far sì che i bambini tornino a interessarsi al calcio. Stiamo cercando di farlo giocando partite più brevi, su campi più piccoli e con maggiore imprevedibilità. Possiamo anche trasmettere gratuitamente le nostre partite per i tifosi: questo è sicuramente un vantaggio. Allo stesso tempo, siamo essenzialmente molto simili alla Bundesliga: si tratta sempre di calcio Le due realtà possono completarsi a vicenda”.

Cosa non può mancare nella Baller League?

A tale riguardo Hummels ha dichiarato: “Il fair play è molto importante per noi. Se un giocatore rimane a terra per più di 20 secondi, non può più essere utilizzato nel giorno della partita in questione. In quel caso significa che l’infortunio è tale da non consentirgli di scendere di nuovo in campo.

 Qual è la cosa che vi ha reso più soddisfatti come team manager?

 Le parole del difensore tedesco in merito: “Sono molto contento del fatto che non solo siamo riusciti a unire calciatori con influencer e streamer, ma che abbiamo coinvolto anche alcune star della musica e dell'intrattenimento sin da subito. In questo modo, stiamo ampliando in modo significativo il target. E il fatto che Podolski sia coinvolto è ovviamente molto bello. Non sarebbe stato possibile organizzare tutto, a Colonia, senza il suo aiuto.”

Che influenza hanno i manager delle squadre durante la partita?

Podolski ha chiarito la questione dicendo: “Vogliamo dare spazio a giocatori di talento che magari non sono riusciti a sfondare nei vivai. Si può immaginare che il lavoro dei nostri team manager sia simile a quello di "Football Manager" della EA. Si decide chi è l'allenatore, quali giocatori ingaggiare e l'aspetto del kit o del logo. Anch'io avrò una squadra, insieme a un team manager. Sarà divertente e toglierà stress dalla vita di tutti i giorni.”

 Lei stesso chiede ai giocatori se vogliono partecipare al campionato?

L'entusiasmo dell'ex attaccante dell'Inter: “Certo, sono sicuro di avere il numero di telefono di alcuni ragazzi. Immagino che qualche ex professionista si rimetterà gli scarpini. Non posso ancora dire chi ci sarà, ma sarà sicuramente uno spasso.”

Le piacerebbe giocare al termine della carriera da calciatore?

Hummels si è detto favorevole all'idea: “Posso benissimo immaginarlo! Come ho detto all'inizio, mi piace giocare sul campo piccolo. Mi sono sempre sentito un numero 10, come sicuramente confermerà Lukas”.

 Anche Podolski scenderà in campo: “Al cento per cento! Se tutto si sviluppa come speriamo, mi vedrete in campo. Io stesso gestisco una squadra nella Baller League e sono sicuro che farò qualche gol anche lì dopo la fine della mia carriera”.

Gerard Piqué è stato un pioniere in Spagna con la Kings League e ha criticato la Baller League, definendola una copia della sua idea.

 Il difensore, ex Bayern Monaco ha smorzato i toni: “Finora non abbiamo rivelato molti dettagli sulla Baller League, quindi posso capire che a prima vista si possa pensare che abbiamo copiato alcune cose dalla Spagna. La nostra è un’idea innovativa, la gente può constatarlo. Anche Pique è invitato a venire a vedere. Gli va riconosciuto il merito di ciò che ha costruito. Alla fine ci siamo concentrati sul mettere in primo piano il calcio e non l'intrattenimento: la parola d'ordine è ‘magia dello stadio’”.

 L'attaccante ex Arsenal ha voluto sottolineare alcune differenze: “Come fa Pique a conoscere il nostro progetto? Non si sa ancora nulla. La filosofia della Baller League è molto diversa. Noi siamo calcio puro, mentre nella "Kings League" l'obiettivo è l'intrattenimento. Non ci limitiamo a contare due volte un gol, ma abbiamo passato mesi a pensare come rendere il gioco più emozionante con delle nuove regole. Per esempio: si può passare in avanti solo per due minuti. In questo modo tutto diventa estremamente attraente per gli spettatori. Ci sono situazioni in cui l'attaccante non ha più la possibilità di passare il pallone e quindi deve dribblare o tentare una conclusione. Se entrambi falliscono, si ha un cambio di possesso diretto e si torna ad attaccare. E’ davvero divertente da vedere”.



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