Cosa ci dice la polemica della Earps sulla decisione di Nike per le maglie da portiere

Il portiere della Nazionale inglese, alla vigilia dei Mondiali in Australia e Nuova Zelanda, si era detta contrariata per la mancata vendita della sua divisa

Negli ultimi giorni sta facendo molto discutere la tematica della distribuzione delle maglie da portiere. Tutto nasce dalle parole di Mary Earps, portiere della Nazionale inglese alla vigilia dei Mondiali in Australia e Nuova Zelanda.



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Le parole di Mary Earps

La giocatrice del Manchester United, impegnata con l’Inghilterra nella kermesse oceanica, si era detta contrariata e ferita dalla decisione di Nike di non vendere la sua maglia in quanto divisa da portiere. Oltremanica la querelle sta facendo abbastanza scalpore, con i media che hanno seguito la scia di Earps, una delle esponenti del movimento femminile più amate d’Inghilterra.

Molti media, come il Mirror, stanno attaccando il brand americano, storico fornitore delle varie nazionali inglesi. In realtà, però, più che una distinzione uomo/donna, un'analisi più approfondita della questione fa emergere come il nocciolo della questione sia più specificamente il trattamento riservato da Nike al ruolo del portiere.



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Differenza di ruolo, non di genere

Non è la prima volta che la Goalkeeper jersey viene commercializzata da Nike in maniera differente rispetto alla canonica maglia dei calciatori di movimento.

Basti pensare, per esempio, che l’Inter in Italia non ha ancora ne presentato ne ovviamente commercializzato la divisa da portiere. Chissà, comunque, se questa polemica farà cambiare le cose, magari stimolando Nike ed altri brand ad avere più accortezza verso il ruolo e l’abbigliamento degli estremi difensori.



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