Arsenal e Man United: conti in profondo rosso

Il rosso è il colore sociale che accomuna i due club ma, dagli ultimi dati finanziari, è anche il colore dei conti delle due importanti compagini di Premier League.

È tempo di bilanci economici in questo periodo in giro per i vari uffici contabili dei club di calcio.

Secondo quanto riportato da Palco23, non se la passano bene due tra i più importanti club della Premier League: i Gunners dell’Arsenal e Red Devils del Manchester United.

Entrambi i club hanno fatto registrare perdite importanti in chiusura di ultimo bilancio relativo al 2021.

Curiosamente le società inglesi sono entrambe di proprietà americana: la Kroenke Sports & Entertainment a cui fa capo l’Arsenal e i Glazer storica famiglia d’affari americana proprietaria dal 2005 dello United.

129 milioni, perdita storica per i Gunners

I risultati sul campo della squadra di Mikel Arteta sono altalenanti, ma ciò che preoccupa di più sono i risultati economici della squadra del nord di Londra.

Uno dei club storici della Premier League, fondato nel 1886, ha registrato, per quanto riguarda l'ultimo esercizio finanziario, la perdita economica più importante dei suoi 136 anni di storia. Nello specifico, i Gunners hanno registrato una perdita d’esercizio di circa 129 milioni di euro, raddoppiando di fatto le perdite della stagione precedente.

Due anni consecutivi in rosso, questo recitano i bilanci del club. A nulla sono servite le vittorie di FA Cup (19/20) e Community Shield (20/21) per far tornare in auge l’Arsenal e dargli quella spinta che potesse portare, oltre che qualche soddisfazione in più sul campo, anche entrate in aiuto delle casse e del bilancio del club.

L’anno è stato chiuso con un fatturato di 392 milioni di euro, in calo del 4% rispetto al precedente, quando i ricavi avevano raggiunto quota 411 milioni di euro.

"I risultati dell'esercizio finanziario sono stati influenzati molto dalla pandemia di Covid-19, che ha fatto giocare le gare a porte chiuse per la maggior parte delle partite della stagione 2020-2021", sottolinea il club sul suo sito ufficiale attraverso un comunicato.

Secondo il management il responsabile principale delle perdite dei Gunners è stato il Covid.

Il totale degli incassi generati dalle gare giornaliere è diminuito del 95,1%, registrando 4,5 milioni di euro di entrate dall’area ticketing per le gare casalinghe.

Di contro, il fatturato è aumentato del 54,6%, a oltre 220 milioni di euro. Questo aumento è dovuto a due fattori: la redistribuzioni dei diritti TV della stagione precedente e la partecipazione del club alla UEFA Europe League, arrivando in semifinale rispetto all'uscita ai sedicesimi di finale del 2019/2020.

I costi relativi ai salari e stipendi del club si sono attestati a 295 milioni di euro (2020 - 283 milioni di euro) con una crescita relativa degli stipendi dei giocatori compensata da misure di risparmio sui costi in risposta al COVID-19, inclusa la proposta, accettata, della riduzione salariale concordata con calciatori e staff della prima squadra.

Il calciomercato ha generato un profitto di 14 milioni di euro (nel 2020 erano 74 milioni di euro) con i prestiti dei calciatori che hanno apportato sono stati pari a 3,7 milioni di euro.

La compravendita dei calciatori continua ad avere un impatto significativo sulla redditività complessiva e la capacità del club di realizzare profitti durante il 2020/21 ed è stata sicuramente influenzata, in negativo, dalle condizioni di liquidità complessiva ridotta. 

Invece, i profitti annuali medi derivanti dal calciomercato negli ultimi cinque anni, incluso il 2020/21, sono stati di 50,5 milioni di euro.

Anche gli oneri finanziari sono triplicati rispetto all'anno precedente e la causa, descrive il club nella nota, è attribuibile al, "rimborso delle obbligazioni di finanziamento dello stadio e del suo rifinanziamento attraverso un prestito fornito dalla principale società madre del gruppo Kroenke Sports & Entertainment UK".

Proprio per questo la società proprietaria dell’Arsenal la KSE UK Inc., interamente controllata dall’uomo d’affari e miliardario statunitense, Enos Stanley Kroenke, ha rifinanziato il debito dello stadio con un ingente investimento. Il club, conclude il comunicato ufficiale, continuerà ad avere il supporto e l'impegno incondizionato da parte della sua proprietà, la Kroenke Sports & Entertainment, per raggiungere i risultati auspicati.

Il Man Utd aumenta le entrate ma chiude in perdita

Il ritorno di CR7 e quindi il famoso “Effetto Ronaldo” in questo caso non è bastato al Manchester United ad evitare la chiusura in rosso del bilancio, anche se un piccolo spostamento l’asso portoghese lo ha generato perché i diavoli rossi di Manchester hanno chiuso il primo semestre (terminato il 31 dicembre) con perdite poco superiori ai 20 milioni di euro ma in calo rispetto ai 25,5 milioni di euro della stagione precedente.

Continua a registrate una perdita il bilancio del club ma nell’ultimo anno, il 2021, il reddito totale è aumentato dell'11% durante la prima metà della stagione a 376 milioni di euro. Al 31 dicembre l’unica voce che ha registrato un calo è quella relativa agli introiti del broadcasting, diritti TV, con un calo del 17% che ammonta a 155 milioni di euro.

Uno dei cavalli di battaglia, da sempre, con un grande riscontro positivo nei bilanci del mondo United riguarda gli accordi commerciali.

Il fatturato delle sponsorizzazioni infatti è uno dei punti su cui la proprietà e il management del club puntano per risalire la china in termine di utile di bilancio.

Nel 2021 questo settore è aumentato del 5,3% nel primo semestre con 154 milioni di euro di ricavi. Durante questo period il Manchester United ha rinnovato cinque sponsor (Concho y Toro, ICICI, Marriott, Maui Jim e Remington) e concluso due partnership strategiche con Extreme Networks e Tezos. L’area commerciale rappresenta l'83% del reddito totale della società .

Grazie alla riapertura dell’Old Trafford e il ritorno dei tifosi sugli spalti, già a pieno regime con una lunga lista di prenotazioni per le gare interne, lo United è riuscito a riempire il Teatro dei Sogni per la prima metà della stagione registrando un giro d'affari di  oltre 63,8 milioni di euro, rispetto ai 3,8 milioni di euro dell'anno scorso, quando erano ancora in vigore nel Regno Unito le restrizioni dovute alla pandemia.

L'indebitamento netto ha continuato a crescere e a fine dicembre si attestava a 592 milioni di euro, ciò vuol dire circa l'8,6% in più rispetto al primo semestre dell'anno relativo alla stagione 2020-2021.

Analizzando i dati del bilancio due importanti manager del club hanno spiegato la situazione agli investitori.

Richard Arnold, Chief Executive Officer dello United ha commentato: "Tutti coloro che sono associati ed hanno interessi nel Manchester United dovrebbero avere fiducia nelle opportunità che ci attendono, in campo e nel modo in cui ci impegniamo e coinvolgiamo i nostri fan. Abbiamo una visione chiara e stiamo implementando una strategia per vincere con un management ampliato e preparato. Promuoveremo la cultura dell’eccellenza attraverso un ambiente calcistico di livello mondiale, rafforzando al contempo il ruolo dei tifosi al centro del club e sfruttando il potere del Manchester United per avere un impatto positivo sulle persone, l'ambiente e la società. Tutto questo sarà supportato da un modello operativo sostenibile che ci assicurerà che il club sia forte per il presente e per il futuro".

Cliff Baty, Chief Financial Officer, ha aggiunto: "Per il secondo trimestre fiscale del 2022, abbiamo raggiunto una robusta crescita dei ricavi del 7,3% nonostante il rinvio di due partite a causa del COVID-19. I risultati riflettono la crescente forza dei ricavi da sponsorizzazione, supportati da un coinvolgimento record dei tifosi nel mondo digitale, oltre al ritorno alla normalità per quello che riguarda alcune attività principali durante le gare interne. Guardiamo avanti con ottimismo per il resto dell'anno fiscale".

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