Lassana Diarra contro la FIFA: una battaglia legale da 65 milioni di euro

Continua l’azione legale di Lassana Diarra contro la FIFA con novità che potrebbero cambiare il sistema dei trasferimento nel calcio

(Photo by Thananuwat Srirasant/Getty Images for ICC)

L’ex centrocampista della nazionale francese Lassana Diarra ha intrapreso un’azione legale senza precedenti, chiedendo un risarcimento di 65 milioni di euro alla FIFA e alla Federcalcio belga (KBVB). La richiesta fa seguito a una sentenza storica della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) che, nell’ottobre 2024, ha sancito che alcune norme FIFA sui trasferimenti violano le leggi dell’Unione Europea in materia di libera circolazione dei lavoratori e concorrenza tra club. Ecco i dettagli di questa vicenda che potrebbe rivoluzionare il sistema dei trasferimenti nel calcio.

Una sentenza storica della CGUE

Tutto ha avuto inizio con un contenzioso legale che risale al 2014, quando il Lokomotiv Mosca ha rescisso il contratto di Diarra, accusandolo di violazioni contrattuali. Il club russo ha anche richiesto un risarcimento economico al giocatore. Secondo le regole FIFA allora in vigore, sia Diarra sia un eventuale nuovo club – in questo caso lo Charleroi, in Belgio – avrebbero potuto essere ritenuti responsabili per il pagamento di un indennizzo al Lokomotiv in caso di rescissione contrattuale senza “giusta causa”. Il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) si è pronunciato a favore del club russo, confermando la decisione della FIFA.

Tuttavia, il caso è stato portato davanti a un tribunale belga, che ha richiesto un parere alla CGUE. La Corte di Lussemburgo ha stabilito che le norme FIFA sui trasferimenti limitavano la libera circolazione dei giocatori professionisti e impedivano una sana concorrenza tra i club, violando così i principi fondamentali dell’UE. Questa sentenza, emessa a ottobre 2024, rappresenta un punto di svolta per il calcio europeo, con implicazioni potenzialmente dirompenti per il mercato dei trasferimenti.

La richiesta di risarcimento

Dopo la sentenza della CGUE, le parti non sono riuscite a raggiungere un accordo extragiudiziale. Lo studio legale Dupont Hissel, che rappresenta Diarra, ha dichiarato: “In assenza di una soluzione amichevole, il passo successivo è tornare ai tribunali nazionali per dare attuazione alla sentenza della CGUE. La decisione è chiara e definisce tutti i punti giuridici chiave. Ci aspettiamo che i tribunali belgi si pronuncino entro 12-15 mesi”. La richiesta di risarcimento di 65 milioni di euro si basa sui danni economici e professionali subiti da Diarra, che, a causa delle restrizioni imposte dalla FIFA, non è stato ingaggiato dallo Charleroi e ha visto la sua carriera subire una battuta d’arresto.

Le parole di Diarra: una lotta per tutti i calciatori

Lassana Diarra, che vanta una carriera di alto livello con club come Chelsea, Arsenal, Real Madrid, Portsmouth e Paris Saint-Germain, oltre a 34 presenze con la nazionale francese, ha commentato la vicenda con determinazione: “Questa battaglia la sto portando avanti per me stesso, ma anche per tutti i giocatori emergenti o meno conosciuti che non hanno le risorse economiche o psicologiche per sfidare un colosso come la FIFA davanti a un tribunale”. La sua lotta non è solo personale, ma si propone di tutelare i diritti di tutti i calciatori professionisti, specialmente quelli in posizioni più vulnerabili.

Le reazioni della FIFA e il futuro del mercato

In risposta alla sentenza, la FIFA ha introdotto un “quadro normativo provvisorio” per regolamentare i trasferimenti, nel tentativo di allinearsi ai principi dell’UE. Tuttavia, l’impatto a lungo termine della decisione della CGUE potrebbe portare a una revisione completa delle regole che governano il calciomercato. Secondo fonti ufficiali riportate da Reuters e L’Équipe, la sentenza potrebbe aprire la strada a una maggiore libertà per i giocatori di rescindere i contratti e trasferirsi senza restrizioni punitive, riducendo il potere dei club di imporre indennizzi sproporzionati.

Il contesto di una carriera brillante

Lassana Diarra, oggi 40enne, è stato uno dei centrocampisti più talentuosi della sua generazione. La sua carriera lo ha visto brillare in campionati di primissimo livello, dalla Premier League alla Liga, fino alla Ligue 1, dove ha chiuso la sua esperienza da calciatore con il PSG nel 2019. La vicenda con il Lokomotiv Mosca, però, ha segnato un punto di svolta negativo, impedendogli di proseguire la carriera con continuità. La sua determinazione nel portare avanti questa causa legale dimostra non solo il suo carattere, ma anche la volontà di lasciare un’eredità che vada oltre il campo da gioco.

Un caso che cambierà il calcio?

La battaglia legale di Diarra contro la FIFA potrebbe diventare un precedente storico, simile al celebre “caso Bosman” del 1995, che rivoluzionò il mercato dei trasferimenti abolendo il vincolo dei giocatori a fine contratto. Se i tribunali belgi confermeranno la sentenza della CGUE e accoglieranno la richiesta di risarcimento, il sistema dei trasferimenti potrebbe subire un cambiamento epocale, con ripercussioni su club, giocatori e federazioni. Nel frattempo, il mondo del calcio osserva con attenzione, consapevole che il nome di Lassana Diarra potrebbe essere ricordato non solo per le sue giocate, ma anche per aver sfidato il sistema.


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