La stracittadina di San Siro è un miscuglio infinito di aneddoti, personaggi, gol d'autore, emozioni forti, sfide a volte noiose, altre volte palpitanti
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Stagione 1998-1999. Giornata di campionato numero 25. Il 13 marzo Inter e Milan danno vita ad un derby vietato ai deboli di cuore. Al triplice fischio dell'arbitro Pierluigi Collina sarà 2-2. Sulle panchine si accomodano rispettivamente Mircea Lucescu e Alberto Zaccheroni. Due personaggi non banali, due modi differenti di intendere tatticamente il calcio, due culture opposte. “Pienone a San Siro”, esclama il compianto Bruno Pizzul nel servizio trasmesso dalla Domenica Sportiva.
L'Inter applica un lineare 4-4-2 con Pagliuca in porta. Retroguardia composta da Colonnese, Simic, West e Silvestre. Tandem a centrocampo con Sousa e Simeone. Sulle corsie laterali Javier Zanetti e Djorkaeff (con licenza di accentrarsi per dialogare con gli attaccanti). In avanti spazio a Ronaldo e Zamorano. A disposizione anche un certo Roberto Baggio. Il Milan invece disegna sul terreno di gioco il canonico 3-4-3 dell'ex mister dell'Udinese. Tra i pali Abbiati. Maldini, Costacurta e N'Gotty in trincea. Sulle fasce Helveg e Guglieminpietro. A centrocampo il mago Boban e il mediano Ambrosini. Tridente offensivo formato da Weah, Leonardo e Bierhoff.
Il risultato si sblocca immediatamente. Al sesto minuto Simeone propone un cross a centro area sul quale N'Gotty mette il piede insaccando però in modo involontario il pallone nella propria rete. Doccia gelata per i rossoneri, osservati in tribuna dal patron Silvio Berlusconi. Il difensore francese, ma originario del Camerun, prova a riscattarsi poco dopo con un bel lancio per Weah che solo da ottima posizione al volo di destro manda alto. Il Diavolo gioca bene e giunge al pareggio al 13'. Helveg scende sul binario di competenza e invita al tiro Leonardo. Il brasiliano con un tocco morbido di sinistro trafigge Pagliuca per l'1-1. In chiusura di primo tempo Djorkaeff apparecchia la tavola di tacco per Ronaldo che mira lo specchio ma sfodera una conclusione debole rasoterra. Abbiati para a terra.
All'alba della ripresa Lucescu dona fiducia a Nicola Ventola al posto dello stesso Ronaldo. Il Biscione si rende minaccioso con una incornata perentoria di Simeone sul corner battuto da Djorkaeff. Di nuovo Abbiati smanaccia con un prodigioso intervento. Il Milan resta attento e colpisce per il 2-1 con una favolosa punizione di Leonardo dal limite. Mancino da mille e una notte di colui che anni dopo allenerà addirittura la stessa Inter. Il fantasista verdeoro colpisce in pieno pure la traversa sempre con il suo sinistro a giro. I nerazzurri non mollano la presa e costruiscono al 32' la trama del definitivo 2-2. West, impegnato in una occasionale sortita in attacco, vede e serve Javier Zanetti. L'argentino scatta e con la punta del piede destro anticipa l'uscita di Abbiati siglando un gol provvidenziale per la sua truppa.