Richard Ríos, Roma: le insidie del calciomercato brasiliano

La Roma continua a lavorare per Richard Rios del Palmeiras: vediamo da vicino la difficoltà della trattativa e, più in generale, delle operazioni di mercato con il calcio brasiliano

Photo by Francois Nel/Getty Images

La Roma è pronta a scommettere su Richard Ríos, il dinamico centrocampista colombiano del Palmeiras, per rinforzare il centrocampo di Gian Piero Gasperini che lo avrebbe voluto già all'Atalanta in caso di partenza di Ederson. Tuttavia, la trattativa si sta rivelando un puzzle complesso (non impossibile sia chiaro), non solo per la valutazione economica del giocatore, ma per le peculiarità del mercato brasiliano, dove i cartellini frammentati e il ruolo di procuratori e intermediari rendono ogni trasferimento una sfida. Con il cartellino di Ríos diviso tra Palmeiras (70%), Guarani (14%), Flamengo (6%) e lo stesso giocatore (10%), la Roma deve navigare un sistema unico, fatto di interessi multipli e dinamiche negoziali intricate. 

Un cartellino frammentato: il caso Richard Ríos

La richiesta del Palmeiras è di almeno 30 milioni di euro e la Roma sta ragionando sull’offerta giusta. Tuttavia, la struttura del cartellino del giocatore complica la trattativa. Il Palmeiras detiene il 70% dei diritti economici, il Guarani il 14%, il Flamengo il 6% e il restante 10% è in mano a Ríos e ai suoi rappresentanti. Questa frammentazione implica che un’offerta da 30 milioni si tradurrebbe in circa 21 milioni per il Palmeiras, con il resto distribuito tra le altre parti. Ogni entità deve essere soddisfatta economicamente, e ciò richiede negoziazioni parallele che possono allungare i tempi e aumentare i costi. La Roma sta lavorando a una formula con parte fissa più bonus, ma deve convincere tutte le parti coinvolte, un processo tutt’altro che lineare.

Il mercato brasiliano: un sistema unico e complesso

Il mercato calcistico brasiliano è noto per la sua struttura peculiare, in cui i cartellini dei giocatori sono spesso divisi tra più entità, come club, investitori privati, agenti e, in alcuni casi, gli stessi giocatori. Questa pratica, radicata nella necessità di finanziare i club in un contesto economico volatile, differisce radicalmente dal modello europeo, dove i diritti economici sono generalmente detenuti da un solo club. Il calcio brasiliano genera un flusso di mercato significativo, con club come il Palmeiras che possono permettersi operazioni come l’acquisto di Vitor Roque dal Barcellona per 25,5 milioni di euro, grazie a sponsorizzazioni milionarie, spesso legate ad agenzie di betting. Tuttavia, la frammentazione dei cartellini crea ostacoli per i club europei, che devono negoziare con molteplici attori, ciascuno con interessi propri.

Un altro fattore di complessità è il ruolo degli intermediari. I procuratori in Brasile non si limitano a rappresentare i giocatori, ma spesso detengono percentuali dei cartellini o agiscono come mediatori tra club e investitori. Questo sistema può generare conflitti di interesse, con agenti che spingono per massimizzare le commissioni o favorire club con cui hanno rapporti privilegiati. Inoltre, la FIFA ha introdotto nel 2023 un regolamento che limita le commissioni al 3-6% del valore del trasferimento, ma in Brasile queste restrizioni vengono spesso aggirate tramite accordi paralleli. Questo rende le trattative più opache e lunghe, con club europei come la Roma costretti a destreggiarsi tra richieste economiche e pressioni esterne.

Esempi di cartellini frammentati nel mercato brasiliano

La frammentazione dei cartellini non è un’eccezione, ma una norma in Brasile. Ecco alcuni esempi:

- Vitor Roque (Athletico Paranaense a Barcellona, 2023): il trasferimento di Vitor Roque da Athletico Paranaense al Barcellona, annunciato il 12 luglio 2023 e completato a gennaio 2024, ha coinvolto un cartellino frammentato. L’Athletico Paranaense deteneva il 65% dei diritti economici, mentre il 35% era suddiviso tra América Mineiro (20%), Cruzeiro (10%) e il giocatore/agenti (5%). Il Barcellona ha pagato 30 milioni di euro fissi più 31 milioni in bonus, ma ha dovuto negoziare con tutte le parti, includendo una clausola di rivendita del 20% per l’Athletico e bonus legati alle presenze e ai trofei. Questo caso ha richiesto mesi di trattative per allineare gli interessi di tutti gli attori coinvolti. Nel 2025, Vitor Roque è stato ceduto al Palmeiras per 25,5 milioni di euro più 5 milioni in bonus, con il Barcellona che ha trattenuto il 20% su una futura rivendita, evidenziando ulteriormente la complessità di queste operazioni

- Endrick (Palmeiras al Real Madrid): il trasferimento di Endrick al Real Madrid nel 2024 è un altro caso emblematico. Il Palmeiras deteneva il 70% del cartellino, mentre il 20% era in mano a investitori privati e il 10% al giocatore e al suo entourage. L’operazione, chiusa per 60 milioni di euro più bonus, ha richiesto mesi di trattative per allineare gli interessi di tutte le parti, con il Real Madrid che ha accettato di includere clausole di compartecipazione futura per gli investitori.

- Gabriel Jesus (Palmeiras a Manchester City, 2017): un esempio storico riguarda il trasferimento di Gabriel Jesus al Manchester City. All’epoca, il cartellino era diviso tra Palmeiras (60%), un fondo di investimento brasiliano (30%) e il giocatore/agenti (10%). Il City ha pagato 32 milioni di euro, ma la necessità di soddisfare il fondo di investimento ha comportato l’aggiunta di bonus legati alle presenze e ai gol, aumentando il costo complessivo.

Questi casi dimostrano come la frammentazione dei cartellini sia una costante nel calcio brasiliano, con club europei costretti a gestire trattative complesse per assicurarsi i talenti sudamericani.

Il ruolo dei procuratori in Brasile: tra opportunità e ostacoli

In Brasile, i procuratori non sono solo rappresentanti dei giocatori, ma veri e propri attori economici. Le agenzie brasiliane come Traffic Sports e Gestifute (attiva anche in Brasile) gestiscono portafogli di giocatori con valori di mercato elevati, spesso detenendo percentuali dei cartellini. Ad esempio, Traffic Sports, una delle agenzie più influenti in Sudamerica, ha rappresentato giocatori come Neymar e Vinícius Jr., negoziando trasferimenti che includevano commissioni milionarie per gli agenti e bonus per i club di formazione.

Un caso recente riguarda André, ex centrocampista del Fluminense trasferito al Wolverhampton nel 2024. Il suo cartellino era diviso tra Fluminense (65%), un gruppo di investitori (25%) e il giocatore/agenti (10%). L’agenzia che lo rappresentava, guidata da Carlos Leite, ha ottenuto una commissione del 5% sul trasferimento da 25 milioni di euro, ma ha anche negoziato una percentuale sulle future rivendite, un’ulteriore fonte di guadagno. Questo dimostra come i procuratori brasiliani abbiano un potere negoziale significativo, spesso dettando le condizioni delle trattative.

Le difficoltà per i club europei derivano anche dalla competizione tra agenti. In Brasile non è raro che più procuratori si inseriscano in una singola operazione, ognuno rappresentando una delle parti che detiene una quota del cartellino. Nel caso di Ríos, la Roma quindi non deve confrontarsi soltanto con l’agente del giocatore con cui, tra l'altro, avrebbe già raggiunto un’intesa di massima.

Le sfide per la Roma e il futuro della trattativa

La Roma, guidata dal direttore sportivo Massara, è consapevole delle difficoltà del mercato brasiliano, ma sembra determinata a chiudere l’operazione Ríos. I giallorossi stanno lavorando per limare le distanze con il Palmeiras, che valuta il giocatore almeno 30 milioni di euro. La concorrenza di altri club aggiunge pressione, ma la Roma, per ora, è in vantaggio grazie all’interesse concreto e al gradimento del giocatore per il progetto di Gasperini. Le difficoltà, come raccontato, non riguardano solo il prezzo, ma anche la necessità di coordinare gli interessi di Palmeiras, Guarani, Flamengo e dell’entourage di Ríos con cui la Roma è in contatto costante. Il Palmeiras è disposto a trattare, ma vorrebbe, oltre ad una lauta parte fissa, garanzie sui bonus e una percentuale sulla futura rivendita, una prassi comune in Brasile. Inoltre, la Roma deve gestire il rischio di interventi di intermediari esterni, che potrebbero complicare ulteriormente la trattativa, come accaduto in passato con altri trasferimenti sudamericani.

Il caso Richard Ríos evidenzia le peculiarità del mercato brasiliano, dove il talento abbonda ma le trattative richiedono pazienza e strategia. La frammentazione dei cartellini, come visto con Vitor Roque, Endrick e Gabriel Jesus, e il ruolo centrale dei procuratori rendono ogni operazione un banco di prova per i club europei. La Roma, forte del “si” del giocatore e spinta dall’entusiasmo di Gasperini, ha le carte in regola per portare Ríos in Serie A, ma dovrà superare le insidie di un sistema complesso e competitivo. Se l’affare dovesse andare in porto, Ríos potrebbe comporre con Manu Koné un centrocampo di livello assoluto destinato a diventare il simbolo di una nuova era giallorossa.

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