Qual è il reale valore del Chelsea?

Come noto la guerra in Ucraina ha costretto l’oligarca russo Roman Abramovic a vendere il club. Da settimane si stanno facendo avanti consorzi e imprenditori per rilevarne le quote, ma qual è il reale valore dei Blues?

Il Chelsea è diventato un vero e proprio caso politico-sportivo, fungendo da specchietto del conflitto in Ucraina.

Le sanzioni anti Russia emanate dal governo britannico, infatti, hanno inesorabilmente colpito i Blues, società di proprietà del russo Roman Abramovic.

Da un mese a questa parte, precisamente dal 2 marzo, centinaia di facoltosi imprenditori, singolarmente o per mezzo di consorzi, si stanno facendo avanti per rilevare le quote del club, essendo il Chelsea estremamente ambito, considerando la vittoria dell’ultima Champions League e la militanza nel campionato più visto al mondo.

Ora, dopo aver trascorso le ultime settimane ad analizzare tutto il valzer di offerenti, la domanda che sorge spontanea è quale sia il valore effettivo del club, per capire al meglio la portata della vicenda e poter maturare un’opinione su quale sia il reale vero candidato all’acquisto.

Secondo i media, le offerte per il Chelsea si stanno avvicinando alla soglia dei 3 miliardi di sterline.

Questa cifra supererebbe la quota più alta mai pagata per un'organizzazione sportiva, i 3,35 miliardi di dollari pagati da Joseph Tsai per l'acquisizione dei Brooklyn Nets, in Nba, e della loro arena.

Sarebbe inoltre più di quattro volte superiore al prezzo più alto pagato per una squadra di calcio, ovvero i 790 milioni spesi dalla famiglia Glazer per acquistare le azioni del Manchester United tra il 2003 e il 2005.

Football Benchmark ha intrapreso la stima dell'Enterprise Value (EV) dei più importanti club di calcio in Europa dal 2016, mettendo a confronto i londinesi con altri tre giganti del calcio europeo e mondiale come Bayern Monaco, Real Madrid e Manchester United.

Valore Chelsea

Credit to Football Benchmark

Secondo gli esperti, vi sono club il cui valore equo di mercato al 1° gennaio 2020 si è avvicinato ad un prezzo di 3,6 miliardi di euro, ovvero la cifra accostata ai Blues in questa finestra di vendita.

Il Real Madrid è il club che vi è andato più vicino, raggiungendo quota 3,5 miliardi nel 2020.

Superando Manchester United e Bayern Monaco, entrambe oltre la soglia dei 3 miliardi, ma più in basso rispetto alle Merengues. Il Chelsea sembra essere in ritardo, presentando un EV di 2,2 miliardi, con un top range di 2,3.

È interessante notare come la miglior performance del Chelsea sia risalente al 2019 e non all'ultima stagione senza pandemia (2020), a differenza del resto del gruppo, segnalando come il trend EV abbia deviato dalla traiettoria ascendente su cui si trovava prima, a causa della mancata qualificazione alla UCL e del peggioramento delle attività di trading dei giocatori.

Un ulteriore aspetto che separa i Blues è il risultato netto negli ultimi dieci anni.

Sono l'unico club in questa lista di società d'elite ad aver registrato una perdita netta aggregata, in contrasto con i profitti generati dalle altre tre realtà.

La ragione principale dietro questa netta differenza è il modo in cui Abramovich ha gestito il club, inseguendo i successi sul campo a scapito delle prestazioni finanziarie.

Il Chelsea, quindi, non vale le cifre per le quali, molto probabilmente, verrà venduto.

Quali sono le possibili spiegazioni per un divario così ampio tra il valore stimato e il prezzo di acquisto riportato?

Le motivazioni principali sono sostanzialmente due: il prestigio della società e la scarsità, sul mercato, di club di tale caratura.

I Blues sono sotto un'enorme pressione di vendita, che in circostanze normali guiderebbe la valutazione verso il basso, ma l'abbondanza dei potenziali pretendenti in tandem con l'urgenza del processo di offerta inverte questo effetto.

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