MSC lascia il Chelsea. Ed è caos porte chiuse per la FA Cup

Non c’è pace per il Blues. Abbandonati dagli sponsor, club in vendita e in “amministrazione controllata” per via del blocco imposto dal Governo. E in FA Cup il club chiede le porte chiuse.

Roman Abramovich sempre più nella bufera. A tutti gli effetti è ancora lui il proprietario del Chelsea FC ma, per via del congelamento di tutti i suoi bene e dei conti correnti da parte del Governo britannico, non può né gestire né vendere il club.

E gli sponsor continuano ad abbandonare la nave. Restando in tema marittimo l’ultimo partner del club, Campione d’Europa e del Mondo in carica, a sospendere l’accordo di sponsorizzazione è stata la compagnia di navigazione, dedicata al mercato delle crociere, MSC Crociere.

MSC è l'ennesima azienda partner a chiedere una sospensione temporanea delle sue attività di marketing con il club londinese. Prima di lei Three UK, sponsor di maglia principale, e Hyundai, presente sulla manica delle maglie, hanno chiesto lo stesso trattamento.

Le uniche che continuano a proseguire con gli accordi e le varie attività di marketing sono ancora Nike e Trivago.

Il logo di MSC Crociere era già sparito dal sito ufficiale del Chelsea la scorsa settimana. L'accordo con il club era valido fino al 2024, e in una nota l’azienda ha spiegato che, “Il Chelsea Football Club è una società storica del mondo del calcio con un ampio appeal locale e internazionale, motivo per cui abbiamo deciso di collaborare con il club. Attendiamo con impazienza il passaggio di proprietà e continueremo a supportare il club e i suoi tifosi. Nel frattempo, abbiamo deciso di sospendere temporaneamente le attività di marketing incluse nella nostra partnership fino a nuovo avviso e ringraziamo il team del Chelsea per la comprensione".

Abramovich, che è da sempre uno degli oligarchi più vicini al presidente russo Vladimir Putin, si è visto congelare i beni a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina e il successivo evolversi in conflitto bellico.

Con questi provvedimenti da parte del Governo di Boris Johnson al Chelsea è stato impedito di vendere biglietti e prodotti ufficiali, oltre a effettuare trasferimenti e negoziare contratti, come la vendita.

La richiesta di giocare a porte chiuse in FA Cup

Visto il blocco della vendita dei biglietti per le gare a Stanford Bridge e in segno di protesta per le sanzioni imposte al proprietario e al club mettendolo in regime di “amministrazione controllata”, il Chelsea ha chiesto alla Football Association la possibilità di giocare la gara di FA Cup contro il Middlesbrough sabato prossimo a porte chiuse, anche se i Blues giocano in trasferta.

Come riportato da Calcio e Finanza, in una dichiarazione pubblicata sul proprio sito ufficiale, il club afferma di aver discusso con l’Office of Financial Sanctions Implementation della vendita dei biglietti per la partita di FA Cup al Riverside, “È importante per la competizione che la partita contro il Middlesbrough si giochi, tuttavia è con estrema riluttanza che chiediamo al consiglio della FA di ordinare che la partita si giochi a porte chiuse per questioni di integrità sportiva”, questa la richiesta del Chelsea.

Le critiche e il passo indietro con la mediazione della FA

La richiesta, fatta attraverso un comunicato ufficiale, ha acceso forti critiche da parte del management del Boro che avrebbe visto sfumare l’incasso di una gara di cartello come quella contro il Chelsea valevole per l’accesso alle semifinali dell’ambita FA Cup.

Il Middlesbrough ha risposto in maniera forte alla richiesta del Chelsea, “Troviamo il loro suggerimento bizzarro. Tutti sono ben consapevoli dei motivi per cui il Chelsea è stato sanzionato e questo non ha nulla a che fare con il nostro club”, sostiene il management del Boro.

"Suggerire di giocare a porte chiuse è una penalizzazione per la squadra e i nostri tifosi non solo, è anche gravemente ingiusto e privo di fondamento. Al momento attendiamo la notifica formale da parte della FA e l’evolversi della situazione, ma assicuriamo che il Middlesbrough resisterà alle azioni del Chelsea in qualsiasi modo, conclude il comunicato del club militante nella Championship inglese.

La richiesta, visto anche il polverone alzato nell’opinione pubblica e in gran parte delle tifoserie inglesi, è stata respinta dalla Federcalcio inglese che ha annunciato: "Dopo colloqui costruttivi tra FA e Chelsea , il club ha accettato di rimuovere la richiesta per i quarti di finale di FA Cup Emirates contro il Middlesbrough da giocare a porte chiuse”, segue la nota ufficiale, "La FA, continua a discutere con il Chelsea, la Premier League e il governo per trovare una soluzione che consenta sia ai tifosi del Chelsea di assistere alle partite che ai tifosi in trasferta di assistere alle gare allo Stamford Bridge, garantendo nel contempo il rispetto delle sanzioni".

Il Chelsea ha venduto 500 biglietti per la partita di sabato, ma il blocco vieta ulteriori vendite con lo scopo di impedire ad Abramovich di trarre profitto da qualsiasi attività messa in piedi nel Regno Unito.

Il Chelsea sta ancora facendo pressioni sul governo per revocare il limite di spesa di 20 mila sterline per l’organizzazione delle trasferte. Il management sostiene che normalmente una trasferta come quella di Middlesbrough costa tre volte tanto.

Resta ora da vedere come Tuchel e i suoi giocatori arriveranno alla partita, con il tecnico si è simpaticamente proposto di fare anche da autista pur di portare a termine il suo lavoro.

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