L’Everton del Friedkin Group ha un nuovo socio: è Jason Kidd, coach dei Dallas Mavericks (NBA)

L’ingresso di Kidd non è un caso isolato. Il calcio inglese sta diventando sempre più attraente per le icone dello sport americano

Jason Kidd Nuovo Socio Everton Friedkin

Jason Kidd Nuovo Socio Everton Friedkin

L’Everton Football Club ha annunciato un altro ingresso importante nella sua struttura proprietaria: Jason Kidd, leggenda della NBA e attuale capo allenatore dei Dallas Mavericks, è diventato un nuovo socio di minoranza del club, unendosi a Roundhouse Capital Holdings, entità legata al Friedkin Group. La notizia, comunicata ufficialmente dal club inglese il 24 aprile 2025, rappresenta un ulteriore passo nella strategia dei Friedkin per rafforzare la loro presenza nel calcio europeo, intrecciando mondi sportivi apparentemente lontani come il basket americano e il calcio inglese.

Jason Kidd: da icona NBA a socio dell’Everton

Jason Kidd non è un nome qualunque. Considerato uno dei migliori playmaker della storia dell’NBA, Kidd vanta un palmarès impressionante: 10 volte All-Star, campione NBA con i Dallas Mavericks nel 2011, due medaglie d’oro olimpiche (2000 e 2008) e un posto nella Naismith Basketball Hall of Fame dal 2018. Oggi, a 52 anni, è alla guida tecnica dei Mavericks, con cui ha conquistato il titolo della Western Conference nel 2024. La sua esperienza, sia come giocatore che come allenatore, è stata sottolineata dal presidente esecutivo dell’Everton, Marc Watts, che ha definito Kidd “un’icona NBA e un allenatore di successo”, la cui “conoscenza e mentalità vincente saranno una risorsa incredibile per il club”.

Kidd, dal canto suo, ha espresso entusiasmo per questa nuova avventura: “Sono onorato di entrare a far parte della proprietà dell’Everton in un momento così importante: con un nuovo stadio all’orizzonte e un futuro luminoso davanti, è il momento perfetto per salire a bordo”. Il suo ruolo sarà orientato a portare una visione strategica e una mentalità volta alle alte prestazioni, senza un coinvolgimento diretto nella gestione quotidiana. Secondo The Athletic, nel novembre 2024 l’allenatore era parte di un consorzio che aveva tentato di acquisire il Crystal Palace, altro club di Premier League, dimostrando una crescente attenzione per il calcio europeo.

Christopher Sarofim: un investitore di spicco per il futuro dell’Everton

Un altro ingresso di rilievo nella galassia Everton è quello di Christopher Sarofim, investitore di alto profilo e membro della famiglia Sarofim, nota per la gestione patrimoniale tramite la Sarofim & Co. Annunciato poco prima dell’arrivo di Kidd, Sarofim è entrato come osservatore nel consiglio di amministrazione, portando con sé una vasta esperienza finanziaria e una rete di contatti internazionali. Secondo Bloomberg, la sua competenza nella gestione di grandi patrimoni sarà cruciale per affrontare le sfide economiche legate al nuovo stadio di Bramley-Moore Dock e per attrarre ulteriori investitori. Il suo ruolo, più operativo rispetto a quello di Kidd, mira a consolidare la strategia finanziaria dei Friedkin, garantendo stabilità e supporto alla crescita del club.

ll Friedkin Group: una holding calcistica in espansione

Il Friedkin Group, guidato dalla famiglia texana Friedkin, è diventato in pochi anni un attore di primo piano nel panorama calcistico internazionale. L’acquisizione dell’Everton, completata nel dicembre 2024 con l’acquisto del 98,8% delle quote da Farhad Moshiri, ha segnato un passo significativo dopo l’ingresso nel calcio con la Roma nel 2020 e il controllo del Cannes, club francese di terza divisione.

L’Everton rappresenta un’opportunità unica per i Friedkin. Il club, che non vince un trofeo dal 1995 e ha lottato contro la retrocessione nelle ultime stagioni, è in una fase di transizione epocale. L’imminente trasferimento nel nuovo stadio di Bramley-Moore Dock, un impianto da 52.888 posti costato circa 750 milioni di sterline, è il simbolo di un futuro che i Friedkin vogliono rendere glorioso. La nomina di Marc Watts come presidente esecutivo e l’arrivo di Angus Kinnear come CEO (dal 1° giugno 2025) testimoniano una ristrutturazione dirigenziale mirata a stabilizzare il club e a gettare le basi per una crescita sostenibile.

La Roma, d’altra parte, rimane il cuore del progetto calcistico dei Friedkin. Nonostante i timori dei tifosi giallorossi per un possibile disimpegno dopo l’acquisto dell’Everton, Dan e Ryan Friedkin hanno ribadito il loro impegno con un comunicato ufficiale: “La sinergia tra i club potrà portare solo vantaggi alla Roma. Ogni club opera indipendentemente, ma la Roma rimane al centro delle nostre ambizioni calcistiche”. Questa visione include uno scambio di talenti e strategie, con la Roma che potrebbe beneficiare di un canale diretto con l’Everton per il mercato giocatori.

Un ponte tra sport americani e calcio europeo

L’ingresso di Kidd non è un caso isolato. Il calcio inglese sta diventando sempre più attraente per le icone dello sport americano. Tom Brady, leggenda della NFL, è diventato azionista di minoranza del Birmingham City nel 2023, mentre LeBron James detiene una quota nel Liverpool dal 2011. Anche i golfisti Jordan Spieth e Justin Thomas sono investitori nel Leeds United. Questo trend riflette un interesse crescente per il potenziale economico e culturale della Premier League, che i Friedkin stanno sfruttando per costruire un ponte tra sport americani e calcio europeo.

Per l’Everton, l’arrivo di Kidd rappresenta non solo un’iniezione di prestigio, ma anche un segnale di ambizione. Il club, attualmente 13° in Premier League, ha trovato nuova linfa con il ritorno di David Moyes in panchina, che ha allontanato i Toffees dalla zona retrocessione. Con il supporto dei Friedkin e l’esperienza di figure come Kidd, l’Everton punta a riscrivere la propria storia, tornando a competere ai vertici del calcio inglese.

Prospettive future

L’ingresso di Jason Kidd nella proprietà dell’Everton è più di una curiosità: è un tassello di un progetto più ampio che i Friedkin stanno provando a costruire con pazienza e visione. La combinazione di risorse finanziarie, competenze dirigenziali e mentalità vincente potrebbe trasformare l’Everton in una forza competitiva. Per Kidd, questa è un’opportunità per lasciare il segno in un nuovo sport, portando la sua esperienza di leadership e successo in un contesto che, pur diverso, parla la stessa lingua universale: quella della vittoria.

Resta da vedere come questa fusione di mondi sportivi si tradurrà in risultati concreti. Per ora, l’Everton e i suoi tifosi possono sognare in grande, con un nuovo stadio, una proprietà ambiziosa e anche una leggenda NBA al loro fianco.

(Photo by Carl Recine/Getty Images)

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