L'ex commissario tecnico della nazionale, Roberto Mancini, riceve il premio Legendary Coach al Festival della Serie A
Mancini al Festival della Serie A 2026 (Foto Social Media Soccer)
L'ultimo commissario tecnico ad aver portato alla gloria la nazionale azzurra, Roberto Mancini, premiato al Festival della Serie A. L'allenatore marchigiano, reduce dall'esperienza in Qatar, si è raccontato a Giorgio Porrà sul palco del Teatro Regio di Parma.
Su Balotelli:
“Dovrei chiedere scusa a tante persone. Capita a tutti di sbagliare. Balotelli è stato un grande calciatore. Ha fatto di tutto per autosabotarsi, perché avrebbe potuto fare di più, ma qualcosa ha fatto. È un bravo ragazzo. È un personaggio”.
Su Luca Vialli:
“Quando perdi un amico, che lo è stato per tutta la vita, dato che ci siamo conosciuti da ragazzini alla Sampdoria, qualcosa accade. Luca era una persona speciale. Era un uomo con delle qualità incredibili. Ho perso un punto di riferimento. Eravamo come fratelli. Non ci sono parole per quell’abbraccio. Tornammo a Wembley, davanti 84.000 tifosi inglesi, a trent’anni dopo la finale di Coppa Campioni persa con la Samp, in quell’abbraccio è raccolto tutto. Luca è stato incredibile nella malattia”.
Boskov e la Bella Stagione blucerchiata:
“Dormivamo con dlcielle magliette dei colori della Samp. Abbiamo condiviso tutto per 10 anni. Alla Samp, soprattutto grazie a Paolo Mantovani facemmo qualcosa di incredibile. Boskov utilizzava le metafore per dire la verità. Quando arrivò disse: “Voglio ogni mattina i giocatori con la barba fatta, i capelli tagliati, senza occhiali e pronti per fare allenamento”. Per quello che avrebbe voluto fare Luca c’è l’idea di tornare alla Sampdoria. Potrebbe accadere”.
Il gol di tacco a Parma:
“Gol come quello di Maradona in Messico non credo sia provato. Io e Sinisa, il gol a Parma, lo provammo in allenamento. Maradona è Maradona. Messi potrà fare un ottimo Mondiale”.
L’Europeo 2021:
“La vittoria dell’Europeo è la più grande della mia carriera. In quattro anni non abbiamo mai perso, con record mondiale di 30 vittorie e 7 pareggi. Era una squadra che faceva cose straordinarie. I giocatori ci hanno creduto subito. I discorsi di Luca erano emozionanti; erano concentratissimi. Quello che disse prima di partire prima della finale di Londra fu incredibile”.
Su Sven-Göran Eriksson:
“Erikson si è italianizzato subito. Ha sposato il tipo di vita. Le gote rosse erano il massimo della sua arrabbiatura. Era una persona davvero gentile”.
La prima emozione azzurra:
“Ricordo bene Argentina 1978. Entrai nella lista per il Mondiale del 1982. Sono molto legato alla Coppa del Mondo di Spagna. Mi manca il non aver mai sfondato in azzurro. Ha contato il prendere delle decisioni sbagliate".
L'Inter:
“Le vittorie dell'Inter della sua gestione sono tutte merito di Moratti. Ha una passione incredibile per i colori nerazzurri”.