Come il Maiorca ha battuto Real e Barça su Twitter

Il club maiorchino sta raccogliendo i frutti delle strategie messe in atto nella comunicazione e nel commerciale. Pronti a dare battaglia ai colossi Barça e Real.

Per competere nel mondo della comunicazione sportiva bisogna restare al passo con le nuove tecniche che la tecnologia sta importando all’interno di questo settore.

Lo sanno bene al RCD Maiorca club de LaLiga di proprietà americana, che punta molto sulle attività dell’area comunicazione per incrementare la fan base del club ed esportare il brand in tutto il mondo, oltre che competere con le altre squadre a livello nazionale.

Nella massima serie spagnola anche in questo settore la concorrenza è molta e quasi sleale, se si pensa che bisogna competere con dei colossi come Barcellona o Real Madrid dove la portata di investimenti che possono permettersi è nettamente superiore rispetto a tutti gli altri club del campionato.

In una lunga intervista al WFS Digest, un nuovo format del WorlFootballSummit rivolto agli addetti ai lavori, Albert Salas direttore della comunicazione del club ha spiegato le ragioni del successo di tutta la strategia comunicativa messa in atto, festeggiando già con il nuovo anno un piccolo record. Il Maiorca è diventato il club de LaLiga con la media di visualizzazioni più alta su Twitter, "Questi sono i dati di Blinkfire, l'agenzia che misura tutto il nostro traffico web in Spagna", spiega Salas, "L'anno scorso siamo stati tra i primi tre club su Twitter, è stato un vero boom!". L’arma principale utilizzata dal club è la provocazione per suscitare interesse, “Cerchiamo di provocare una reazione nei nostri seguaci con il 'che cos'è questo?'. Sii divertente, spiega qualcosa con piattaforme che a volte non sono digitali e crea interazione".

Il video e il contenuto “diverso”, le chiavi del successo

Con l’arrivo della proprietà americana i risultati sportivi sono quasi precipitati arrivando a toccare il fondo con la retrocessione nella terza serie iberica. Ma il progetto di ripartenza del management non si è fatto attendere, puntando su investimenti mirati e une gestione sana, il club è tornato subito nel calcio che conta. Investimenti mirati che per una proprietà made in USA non possono non comprendere l’entertainment e quindi l’area comunicazione. Salas è al club da cinque anni, arrivato nel momento della retrocessione in Segunda B dopo aver lasciato il suo lavoro come redattore sportivo ha puntato forte sui social incrementando follower e attività di successo che hanno permesso al Maiorca di farsi strada nel mondo social-sportivo spagnolo.

Qualche analogia con il caso Venezia in Italia c’è. Anche qui alcuni acquisti “tecnici” hanno permesso un balzo notevole del brand in mercati inesplorati come il caso della firma di Takefusa Kubo, centrocampista offensivo giapponese molto popolare nel suo paese natale tanto da essere uno dei fattori del successo registrato lo scorso gennaio su Twitter.

Come detto il contenuto è molto importante per la strategia del club e i dati di gennaio sembrano dare ragione alla strategia generale di cercare di raccontare in maniera diversa le notizie, gli acquisti, i rinnovi, supportando il tutto con un intenso utilizzo dei video.

Salas riconosce di aver preso spunto da un’altra realtà iberica, il Betis Siviglia che secondo il manager è stato il primo club spagnolo che, “Ha iniziato a fare le cose in un modo unico, simile al nostro, e in realtà lo fanno molto bene. Quello che vogliamo, con ogni post o notizia, è trasmettere un messaggio”. Nell’intervista si sofferma su uno degli ultimi successi in casa maiorchina, il video di presentazione dell’acquisto invernale di Vedat Muriqi, “Ci ha impegnato molto” analizza Salas, “Abbiamo registrato un video in cui un tifoso gioca a fare l'allenatore. E, in realtà, Muriqi appare solo alla fine della clip. Si vede un fan che sta cercando di ingaggiare dei giocatori all’interno del videogame, in un mondo parallelo in cui pensi di controllare tutto, bussano alla porta ed è Muriqi. Passiamo dal gioco alla realtà in un istante. Tutti noi tifosi giochiamo a fare i direttori sportivi e il resto dell'anno lo passiamo a fare gli allenatori. Vogliamo che ci sia qualcosa oltre all'annuncio del nuovo arrivato, per questo abbiamo realizzato un servizio simile anche per gli annunci di Kang-in Lee o di Kubo".

Pochi contenuti ma di qualità

“Cerchiamo di pubblicare poche cose, ma di qualità. Se fosse per me, rimuoverei anche i post minuto per minuto durante le partite! Mi piace che tutto ciò che viene fuori sia molto giustificato. Certo, devi prestare attenzione all’area marketing e commerciale ed ai nostri sponsor, ma ho adottato una certa prospettiva fondamentalista sulla pubblicazione di contenuti audiovisivi di qualità".

Il club visti gli alti e bassi in campo si è dovuto adattare a livello comunicativo. L’operato portato avanti da Salas e dal suo team è importante, sapersi adattare agli eventi che non dipendono direttamente da te, come il risultato sportivo, è fondamentale e intraprendere un determinato tipo di attività comunicativa potrebbe rappresentare un rischio, perché i tifosi si aspettano goal, spettacolo e vittorie.

Il Maiorca si distingue da tutti gli altri club per la realizzazione di contenuti video molto efficaci e d’impatto comunicativo. Questo tipo di contenuti rappresentano, oltre che un elemento distintivo nel panorama calcistico spagnolo, anche un prodotto di punta del club, Play Red Live è un formato progettato per il web che viene trasmesso esclusivamente su YouTube per cinque ore nel pre e post gara dal club. “Non ci siamo inventati nulla”, ammette Salas, “Real e Barça fanno un programma pre-partita con una telecamera focalizzata sul campo da anni ormai, noi cerchiamo di andare un po' più in là, abbiamo numerose telecamere in varie zone dello stadio che mostrano il pubblico, la mascotte, gli spogliatoi. Mostriamo qualcosa di molto interattivo, complementare e reale, mostriamo l’essere Piratas. Non abbandoniamo di certo il gioco ma questo approccio sta funzionando molto bene”.

Nell'ultimo anno il club ha raccolto 30 mila spettatori di media sul programma online, la comunicazione si è adattata ancora una volta all’evoluzione del suo pubblico, durante la settimana sono stati tagliati dei pezzi video per i social che hanno incrementato molto l’interattività. Con la pandemia il pubblico si è digitalizzato e ha cambiato abitudini, lo smartphone è diventato uno strumento fondamentale per questo il club ha snellito il programma e non solo, visto il melting pot all’interno della squadra ha tradotto i contenuti generati in altre lingue: coreano, giapponese e inglese, oltre a spagnolo e maiorchino, aiutando la strategia di allargamento e potenziamento del brand Maiorca nel mondo.

Su YouTube, sono stati anche tra i primi quattro club più seguito nella stagione 2019/2020, “Nel 2020 siamo stata la quarta forza per visualizzazioni sulla piattaforma di Google per l'intera stagione, grazie allo straordinario credito di Take Kubo, tutto sottotitolato in giapponese. È un’influencer nel suo Paese, un vero protagonista, sulla maglia avevamo uno sponsor giapponese, anche questo ha aiutato. Ora non siamo più "Taketube" dipendenti, abbiamo contenuti targettizzati, articoli video, playlist".

 

 

Obiettivo commerciale, entrare nella top 10

Le attività strategiche del club non riguardano solo l’area comunicazione.

Anche il dipartimento commerciale è in continua e frenetica attività, l’obiettivo dichiarato è entrare nella top 10 dei ricavi commerciali, come spiega a LaLiga il CEO of Business del club Alfonso Díaz, negli anni con Diaz alla guida (dal 2016) il club è riuscito a migliorare la propria situazione economica e a risanare i debiti accumulati dalle precedenti gestioni, questo il primo obiettivo commerciale della proprietà americana, dopo aver raggiunto stabilità e solidità finanziaria, il club è passato all’attacco del mercato consolidando prima di tutto il suo brand, attirando numerose aziende partner pronte a collaborare con il club.

“La proprietà americana del club è un gruppo con tre azionisti: Robert Sarver, Andy Kohlberg e Steve Nash. Sportivi con un passato importante all’interno del mondo dello sport. Sono super coinvolti nel progetto a lungo termine che hanno sposato acquistando il club”, esordisce Alfonso Diaz nell’intervista, “Sono passati sei anni da quando abbiamo iniziato il nostro viaggio cercando di portare stabilità a un club che si trovava in una situazione difficile. Portare quella stabilità e andare avanti in senso sportivo e istituzionale è stato il primo obiettivo. A partire dalla scorsa stagione abbiamo cercato di costruire la struttura più professionale e organizzata possibile per crescere”.

“Ora c'è bisogno di continuare a investire, ma con investimenti fatti per la crescita e non solo per risolvere i problemi che c'erano quando il club è stato acquistato. Abbiamo messo insieme un piano triennale che consiste nel cercare entrare tra i 10 club spagnoli con il più alto rendimento del reparto commerciale. Siamo vicini all'obiettivo nelle attività di sponsorizzazione, mentre abbiamo ancora molto da fare per l’area ticketing, nella comunicazione invece andiamo molto forte e anche qui siamo prossimi all’obiettivo. A livello sportivo, spero che in questi tre anni potremo essere sempre più vicini ad essere i primi 10 della Liga”.

Nell’intervista il manager ha parlato dei problemi generati dalla pandemia e di come la retrocessione in Liga Adelante (Serie B spagnola) nel 2019/2020, ovvero in piena crisi covid-19, abbia aiutato a resettare tutti i reparti e di come, grazie anche al paracadute economico messo a disposizione dalla Federazione e dalla Lega per i club retrocessi, sia riuscito a ripartire subito e tornare nel giro di una stagione ne LaLiga. Per incrementare le entrate il club ha fatto affidamento sugli sponsor che non l’hanno abbandonato nonostante la retrocessione ed ha aumentato tutte le iniziative legate all’esposizione del brand, sia per quanto riguarda il mercato spagnolo che quello estero.

È stato analizzato anche qui l’effetto acquisti internazionali.

Come per l’area comunicazione anche per il reparto commerciale, l’acquisto di Kubo e del sudcoreano Lee Kang-in ha aiutato il club ad esportarsi nel mercato asiatico. La visibilità in questi mercati è fondamentale ed ogni calciatore è un vero e proprio ponte di raccordo tra le due realtà, il potenziale del mercato asiatico è altamente remunerativo visto il grande numero di appassionati e la possibilità di andare a pescare in bacino d’utenza molto ampio.

 

“Se parliamo di sponsor, stiamo vedendo che l'internazionalizzazione del marchio è davvero in atto” analizza Diaz, “Il nostro sponsor principale è giapponese, Taica GEL (Alpha GEL) della Taica Corporation. Un'azienda giapponese che è molto interessata a lavorare con noi ed espandersi grazie alla visibilità nel calcio. Intuiscono il seguito che abbiamo in questi territori e le potenzialità di marketing che hanno i nostri calciatori asiatici. Sono molto interessati al club e all'Europa, desiderosi di raggiungere questo mercato attraverso di noi. Il nostro prossimo passo naturale invece è quello di approdare negli Stati Uniti, con la nostra proprietà e tre nostri sponsor PayPal, Specialized e Footprint, siamo a buon punto per poter approdare in questo mercato”.

Il Maiorca come tutte le sue componenti, dalla proprietà ai dirigenti, vuole crescere. Lasciate alle spalle brillantemente tutti gli strascichi di gestioni azzardate e prive di visione, il club e i tifosi possono tornare a sognare in grande e rimettere piede nel calcio che conta in Europa.

Il club è sicuramento un esempio di corretta gestione, reazione alle avversità ma soprattutto programmazione e investimenti mirati, solo così si può portare una società a primeggiare nel lungo periodo.

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