I vertici del club biancoceleste stanno operando per presentarsi al meglio ai nastri di partenza della nuova stagione. Nel frattempo lo strappo tra tifoseria e proprietà tocca livelli a dir poco elevati
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Ore calde in casa Lazio. Siamo nel vivo dell'estate e la temperatura nella casa biancoceleste è altissima ormai da tempo. Da un lato si registra il corteo di protesta realizzato dalla tifoseria nella giornata di giovedì 2 luglio, con la partecipazione di figure illustri del panorama politico e socio-culturale tra cui il Presidente della Regione Francesco Rocca, dall'altro il club di Formello ha appena presentato le divise ufficiali per la stagione agonistica 2026-2027.
La football industry, come ben sappiamo, non riposa mai. La Lazio, in tal senso, ha stipulato un accordo con il marchio Polymarket che quindi campeggia sulle maglie come main sponsor. Il brand della fornitura tecnica resta Mizuno. La prima divisa strizza l'occhio ad una certa eleganza con il gradito ritorno del colletto a polo bianco con medesimo richiamo cromatico all'altezza dei gomiti. A dominare la scena ovviamente è il celeste classico. Da sottolineare il tessuto embossato con il monogramma “SSL900”. La terza divisa è al contrario in blu scuro con colletto presentato nel medesimo colore. Stile raffinato per il team del neo mister Gennaro Gattuso.
Tornando al tema del corteo organizzato dalla tifoseria della Lazio, l'evento è andato in scena nel tragitto tra Ponte Milvio e lo stadio Flaminio. Da anni ormai tutti conoscono la linea di pensiero portata avanti da una larga fetta del popolo biancoceleste nei confronti della gestione societaria targata Claudio Lotito. La Questura di Roma ha quantificato le presenze tra le 3 e le 5mila. Secondo il popolo laziale, invece, l'affluenza ha toccato cifre notevolmente maggiori.