Quanto valgono i piazzamenti nella classifica di Serie A

Ogni posizione in classifica attribuisce un diverso ricavo alla voce "diritti televisi", dal Milan al Venezia vediamo quanto ha portato il piazzamento finale nelle casse dei club.

La Serie A ha emesso i suoi verdetti con lo scudetto, che va sul petto del Milan, e le retrocessioni in Serie B (Cagliari - Genoa - Venezia).

Cambi di fronte e risultati a sorpresa sono stati le caratteristiche principali di un torneo dove l’unica certezza è l’assenza di certezze.

Milan e Inter hanno infiammato la competizione fino all'ultima giornata, creando un hype altissimo e rendendo la lotta Scudetto avvincente dopo quaòlche anno di stabilità al vertice.

Il posizionamento finale in classifica, oltretutto, non ha solamente una valenza storica e sportiva, ma anche economica.

Ad ogni posizione corrisponde infatti una valutazione specifica, ovvero una cifra destinata ad entrare nelle casse delle società. Concludere la stagione nel miglior modo possibile comporta maggiori ricavi, complici anche i diritti televisivi.

La ripartizione viene organizzata secondo quanto disposto dalla Legge Melandri, revisionata dalla Riforma Lotti, ai sensi della quale, come ricordato da Calcio e Finanza, la distribuzione delle risorse figlie della commercializzazione delle partite deve seguire il seguente ordine:

  • 50% in parti uguali;
  • 30% in base ai risultati sportivi, condizionati da diverse sfumature: il 12% basato proprio sulla posizione in classifica, il 3% sui punti ottenuti durante la stagione, il 10% sulla base dei risultati ottenuti nelle ultime 5 edizioni della competizione e, infine, il 5% calcolati ai sensi di una graduatoria onnicomprensiva dei risultati sportivi nazionali ed internazionali, a partire dalla stagione 1946/47, fino alla sesta antecedente a quella in corso;
  • 20% legati al bacino d’utenza e dei quali l’8% in base all’audience televisiva Auditel e il restante 12% agli spettatori.

Quindi, numeri alla mano, il 12% delle risorse totali e finali viene organizzato e distribuito tra i club in base al posizionamento in classifica a maggio.

Per questa stagione, in attesa di capire se vi sarà un Inter bis o una successione al trono, la cifra totale stanziata ammonta a 113 milioni, organizzati su un massimo erogabile di 17,6 milioni al Milan scudettato e su un minimo di 400mila euro per l’ultima della classe, il Venezia.

La distribuzione, dalla prima all’ultima posizione, è la seguente:

  1. MILAN 17,6 milioni di euro
  2. INTER 14,8 milioni di euro
  3. NAPOLI 12,7 milioni di euro
  4. JUVENTUS 10,6 milioni di euro
  5. LAZIO 9,2 milioni di euro
  6. ROMA 7,7 milioni di euro
  7. FIORENTINA 6,3 milioni di euro
  8. ATALANTA 5,6 milioni di euro
  9. HELLAS VERONA 4,9 milioni di euro
  10. TORINO 4,2 milioni di euro
  11. SASSUOLO 3,5 milioni di euro
  12. UDINESE 3,2 milioni di euro
  13. BOLOGNA 2,8 milioni di euro
  14. EMPOLI 2,5 milioni di euro
  15. SAMPDORIA 2,1 milioni di euro
  16. SPEZIA 1,8 milioni di euro
  17. SALERNITANA 1,4 milioni di euro
  18. CAGLIARI 1 milione di euro
  19. GENOA 0,7 milioni di euro
  20. VENEZIA 0,4 milioni di euro

Le differenze più profonde si registrano nelle posizioni che ambiscono ad una qualificazione europea, essendo Champions League e Europa League fondamentali per i bilanci societari.



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