Premier League, il 35% delle proprietà vengono dagli Stati Uniti

Il campionato inglese è molto ambito dalle cordate di imprenditori stranieri. Questo rende il torneo particolarmente aperto ad investitori internazionali, tra i quali spiccano quelli statunitensi.

La Premier League gode di un fascino irraggiungibile da tutti gli altri tornei europei e mondiali, vantando appassionati e tifosi in ogni angolo del globo.

La sua organizzazione, abbinata alla storia e all’enorme liquidità di cui godono i club inglesi, rende il campionato pregno di talento, vantando tante tra le miglior star internazionali del football.

Una realtà che continua a crescere di anno in anno, aumentando continuamente il gap con LaLiga, Serie A, Ligue 1 e Bundesliga, incapaci di stare al passo di una macchina così ben oliata e dalla fanbase così ridondante.

Tutti questi aspetti non possono e non vengono sottovalutati dai paperoni del pianeta, volenterosi di investire, per mezzo di cordate miliardarie, in un campionato così incredibilmente ricco di opportunità.

Investitori ed imprenditori di qualsiasi nazionalità, ma principalmente statunitensi, dando eco ad un Paese, quello americano, di anno in anno sempre più vicino al soccer.

Il 35% delle proprietà delle società della Premier è infatti a stelle e strisce.

Una presenza forte per numeri e prestigio, considerando le tinte americane di quattro giganti del campionato come Arsenal, Chelsea, Liverpool e Manchester United.



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Tutte le proprietà della Premier League

  • Arsenal – Stan Kroenke (USA);
  • Chelsea – Todd Boehly (USA);
  • Crystal Palace – Steve Parish (Uk), Joshua Harris (USA), David S.Blitzer (USA);
  • Fulham – Shahid Khan (Pakistan naturalizzato USA);
  • Liverpool – Tom Werner (USA);
  • Manchester United – famiglia Glatzer (USA);
  • Aston Villa – Nassef Sawiris (Egitto/USA);
  • Leeds United – Andrea Radrizzani (Italia)
  • Wolverhampton Wanderers – Fosun International (Cina)
  • Manchester City – City Football Group (proprietario, UK), Al Mubarak (president, Emirati Arabi Uniti);
  • West Ham United – David Sullivan, David Gold (UK);
  • Brentford – Cliff Crown (UK);
  • Brighton – Tony Bloom (UK);
  • Tottenham Hotspur – Joe Lewis (UK);
  • Bournemouth – Maxim Demin (Russia);
  • Leicester City – King Power (Thailandia);
  • Newcastle United – Public Investment Fund (Arabia Saudita);
  • Southampton – Dragan Solak (Serbia);
  • Everton – Farhad Moshiri (Iran);
  • Nottingham Forest – Evangelos e Sokratis Marinakis (Grecia).

Si notano quindi 12 nazionalità differenti capaci di dare smalto internazionale alla competizione. Interessante notare come i proprietari ameticani siano superiori a quelli inglesi, presenti in 5 club della Premier League.



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