Parte ufficialmente il ciclo targato Ruben Amorim a Milanello. Quella del portoghese si rivelerà la scelta azzeccata da Cardinale e soci? Ai posteri l'ardua sentenza
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Ruben Amorim ha bagnato il suo esordio in conferenza stampa da nuovo allenatore del Milan. I rossoneri giungono da una stagione terminata lontana dall'obiettivo prefissato della qualificazione alla prossima Champions League con Max Allegri al timone della squadra.
Al triplice fischio dell'annata 2025-2026 i vertici del sodalizio del Diavolo hanno quindi deciso di concretizzare l'ennesima rivoluzione a livello tecnico, chiamando al capezzale del Milan il trainer lusitano Ruben Amorim. Il mister portoghese vanta un curriculum già molto intenso, nonostante la giovane età (classe 1985), tra Casa Pia, Sporting Braga, Sporting Lisbona e Manchester United. Ora l'approdo alla corte dei rossoneri per riportare a tutti i costi la truppa milanista a livelli certamente più congeniali al suo comprovato blasone.
Nel corso della conferenza stampa di presentazione Amorim ha toccato diversi temi. Su Modric ad esempio ha sottolineato: “Ho parlato con Luka due volte e se servirà lo farò ancora”. Poi sulla mentalità tattica: “Questa è una grande sfida. Il mio è un calcio offensivo”. Senza dimenticare la forza del sacrificio: “Devo convincere i giocatori con il duro lavoro, non tutto sarà subito strabiliante”. Infine sullo Special One: “Vincere come Mourinho? Sì, ma con la mia personalità”.
Sul fronte calciomercato, intanto, la dirigenza si sta muovendo inseguendo profili specifici. Per la trequarti piacciono i nomi del bosniaco Alajbegovic e del talento greco Karetsas. Nelle ultime ore, per il settore del centrocampo, starebbero salendo vertiginosamente le quotazioni del forte Arthur Atta dell'Udinese. Al momento queste sono solo voci di corridoio che attendono effettive conferme.