Guardiola e la panchina dell’Inghilterra, è davvero il momento giusto?

Pep Guardiola, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa sul Nove chiarisce quale futuro lo attende

Pep Guardiola ospite a Che Tempo che Fa

Pep Guardiola

Sono passati già tre mesi da quando Gareth Southgate ha annunciato la decisione di lasciare l'incarico di Commissario Tecnico dell’Inghilterra. Incarico che, ricordiamo, ha ricoperto dal 2016 al 2024 dopo aver guidato per tre anni, dal 2013 al 2016, l’Under 21.

Un periodo molto lungo per la media dei Commissari Tecnici, periodo nel quale Southgate, contrariamente a molti suoi illustri predecessori, ha portato la Nazionale inglese ad un passo dal successo in almeno quattro occasioni. Ma fermandosi sempre a un passo dal sogno.

L’Inghilterra guidata da Southgate, infatti, ha giocato due finali degli Europei 2021 e 2024, una semifinale mondiale, nel 2018 e una di Nations League. Il bilancio è, mourinianamente parlando, di “Zero Titoli”. Ma del resto Oltremanica l’unico trofeo della Storia risale al 1966.

Guardiola e l'attrazione fatale per la panchina inglese

Fatta questa doverosa premessa sembra che la scelta del sostituto di Southgate sia all’orizzzonte con l’ex tecnico dell’Under 21, attuale Ct da interim, Lee Carsley in pole. Ma in questi giorni il popolare sito The Athletic lancia una provocazione che, in realtà, nella testa di alcuni autorevoli dirigenti della FA si sta facendo strada da tempo.

E se la soluzione ideale fosse Pep Guardiola? “Would Pep Guardiola manage England? There may never be a better time to ask”, che tradotto più o meno letteralmente suona come “Pep Guardiola allenerebbe l'Inghilterra?”, questo è il momento migliore per chiederlo.

Del resto, Guardiola dopo nove anni consecutivi, e un numero impressionante di trofei, sta per lasciare il Manchester City. Anche se rispondendo a precisa domanda di Fabio Fazio nella trasmissione Che Tempo che fa del 13 ottobre ha glissato con un diplomatico: “Devo riflettere". 

Altrettanto abbottonato sulle voci relative alla panchina della nazionale inglese: “Se avessi deciso lo direi. Neanche io lo so".

Cruijff, Mazzone e Baggio

Quello che invece, al di là delle indiscrezioni, è certo e scolpito nella pietra è l’amicizia con Roberto Baggio e soprattutto quali sono stati i suoi modelli ispiratori

"Non riesco a immaginare il mio percorso nel calcio senza Cruijff", "era un genio. Mi ha fatto innamorare del calcio" ha detto Guardiola sempre da Fabio Fazio.

Indicando come tappa fondamentale del percorso di maturazione la parentesi con il Brescia, allenato da Mazzone. Un'avventura che ha avuto un prologo 'scioccante', visto che il primo giorno in tribuna Guardiola assistette alla famosa corsa di Mazzone sotto la curva degli ultras atalantini, con annessi insulti irripetibili.

"Quello è il mio allenatore?", la prima reazione perplessa. "La prima volta mi ha detto: 'Ao, nun te volevo qui'. Poi siamo sempre stati molto legati", tanto da averlo voluto vicino anche nei successivi passaggi "importanti'' della sua carriera.

In quel Brescia giocava un certo Roberto Baggio. E la 'carrambata' è dietro l'angolo, perché in collegamento con Che tempo che fa appare proprio il Divin codino.

L'amicizia tra Baggio e Guardiola

"Quando parlo di lui - dice Guardiola- mi emoziono. L'ho conosciuto alla fine della sua carriera. Aveva un ginocchio che sembrava una lavatrice, poverino non si poteva muovere. Era il più forte. E' una persona solare, una persona incredibile, ha conquistato l'ammirazione di tutti non solo per il fatto che fosse un bravo calciatore. Non penso che in Italia ci sia un posto che non lo ami".

Tra i due si sente affetto sincero. "Al Brescia - dice Baggio - eravamo un grandissimo gruppo dentro e fuori dal campo. Ho sempre seguito Pep, sono felicissimo dei suoi trionfi. E' tutto meritato. E' una bravissima persona, solare, positiva e disponibile verso tutti. Era già allenatore quando era giocatore. Lo seguo da sempre, da quando era al Barcellona, poi al Bayern e adesso al Manchester City sono felicissimo dei suoi trionfi ed è tutto meritato".

Leo Messi il numero Uno di sempre

Per Guardiola ''Lionel Messi è il miglior calciatore di tutti i tempi. Forse manco di rispetto a Pelé e Diego Maradona, ma non riesco a immaginare nessuno come Messi, ho visto quel ragazzo allenarsi ogni giorno e giocare ogni tre giorni in modo incredibile. Quando lo vedi così da vicino, capisci di cosa si tratta veramente. È unico". 

Alla domanda di Fazio sul fatto che è l'unico allenatore ad aver vinto due volte il triplete, Guardiola ride un po' sfacciato: "Sono bravo". Sul futuro però non si sbottona....almeno per ora



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