Come il 5G cambierà il calcio

Il 5G sarà il prossimo standard di comunicazione che utilizzeremo per la nostra connessione a internet. 

Un insieme di tecnologie che renderanno possibili le connessioni mobile superveloci: dalle antenne ai modem che verranno implementati sugli smartphone, passando per le base station che diffonderanno il segnale sui tetti. Dal 2019, la presenza dell’argomento all’interno della discussione dei media, anche non spiccatamente di stampo tecnologico, inizia a essere sempre più frequente.

Come è lecito aspettarsi da un’innovazione, questa apporterà modifiche e migliorie agli standard usati in precedenza.

Con il 5G ci troviamo esattamente in questa situazione.

La miglioria più evidente sarà infatti l’aumento della velocità di connessione rispetto al 4G: i cosiddetti tempi di latenza saranno ridotti verso il minimo. Una modifica che nel nostro stretto uso quotidiano di internet, migliorerà i tempi di attesa tra invio input dati e ricezione output, ma che nell’ecosistema della comunicazione apporterà benefici non da poco. 

Infatti, con la riduzione quasi totale dei tempi di latenza, si potrà iniziare a parlare di trasferimenti e invio/ricezione comandi praticamente in tempo reale.

Elemento non da poco che apre un ventaglio di grandi possibilità.

Per capirne meglio le potenzialità, basterebbe cercare alcuni degli esempi di esperimenti già eseguiti in Cina, in uno dei campi che potrà trarre più giovamento da questa tecnologia: la telemedicina.

Grazie alle connessioni 5G, un medico ad esempio, potrà controllare un robot da centinaia di chilometri di distanza come se si trovasse nella sala operatoria.

O per fare un altro esempio più vicino ai calciofili, per chi se lo fosse perso, il PSG insieme al brand Ericsson sta realizzando diverse tipologie di video che spiegano le potenzialità del 5G, le differenze con la vecchia tecnologia e come la più recente novità rivoluzionerà il calcio.

A raccontarcelo uno dei più stimati esperti di social media ed innovazione in Italia: Luca La Mesa. Nel suo corso di aggiornamento social ha raccontato in dettaglio due interessanti casi.

Nel primo video, come abbiamo anticipato, vengono messe a paragone le differenze di velocità tra 4G e 5G.

Possiamo notare come con un visore dotato di 4G, l’azzurro Marco Verratti non riesca nemmeno a stoppare il pallone ricevuto dal compagno, oltre a diventare incapace di palleggiare. Situazione che cambia con il visore di Realtà Virtuale dotato di tecnologia 5G.

La cosa assurda sta proprio nella differenza di velocità tra le due tecnologie: il 5G risulta più ricettivo di 19 millisecondi. Un tempo davvero impercettibile, ma che crea un’estrema differenza quando si parla di Real Time.

Questo esempio di contenuto, come spiega Luca La Mesa è perfetto per i social media perché gli utenti comprendono la differenza tecnologica ma allo stesso tempo si divertono e ridono delle buffe performance dei giocatori. Emozione che porta gli utenti a condividere il contenuto sui social con i loro amici, aumentandone il numero di visualizzazioni.

Nel secondo video, Ericsson e il PSG organizzano una partita in cui un paio di ragazzi dotati di AR glasses, sfidano alcune stelle del club, presenti al campetto attraverso degli ologrammi. La sensazione è comunque quella di avere contro i calciatori reali, simulando quasi una partita vera.   

A livello di strategie social, secondo La Mesa, questo video sembra meno realistico ed andrebbe dunque promosso a livello pubblicitario non tanto verso un target 100% sportivo, quanto verso un target più affascinato dalla tecnologia mostrata (Ologrammi e realtà aumentata). Il risultato è ugualmente affascinante e pensato per diventare virali sui social media.

Che benefici porterà il 5G al calcio?

Anche se a noi può sembrare un concetto nuovo, in verità i Top Players si stanno concentrando su questo mercato già da tempo.

Come possiamo leggere nel prospetto contabile annuale pubblicato proprio da TIM, la società ha già investito 2.4 miliardi di euro nel 2018 per l’acquisizione delle frequenze su cui implementare il 5G.

Nel Mobile World Congress di Barcellona, organizzato a marzo scorso, il tema centrale è stato proprio il 5G, con la maggior parte dei grandi produttori di smartphone pronti a illustrare i primi modelli compatibili con il nuovo protocollo.

Insomma, l’evoluzione sta completando la fase di riscaldamento, e si prepara a scendere in campo.

Così come è stato fatto, non solo metaforicamente parlando, in alcuni stadi d’Italia: la Dacia Arena di Udine e l’Olimpico di Roma per l’esattezza, ancora una volta per volontà del colosso TIM.

Per ora la soluzione apportata in questi due stadi è l’accesso a una rete ibrida. Una tecnologia definita 4.5G che farà da ponte alla definitiva 5G.

TIM offrirà così ai tifosi presenti allo stadio una connessione notevolmente migliore, soprattutto in luoghi affollati e con grandi difficoltà di rete (vedi stadio Olimpico). In linea alle nuove logiche dei fan allo stadio, sempre più smartphone friendly e desiderosi di contenuti HD in tempo reale durante la partita, da usufruire tramite app ufficiali.

Anche dal punto di vista dei club e dell’innovazione strategica di questi ultimi, il 5G porterà (come già sta facendo) interessanti sviluppi.

Se la parole più coerente da associare al 5G, abbiamo ormai capito, è “Real Time”, possiamo quindi immaginare come ai club e allo staff tecnico possa tornare utile usufruire di informazioni durante lo svolgimento del match, per indirizzare l’andamento delle gare.

Quella che un tempo poteva essere una utopia, oggi è realtà e prende il nome di Virtual Coach nel calcio.

Un’idea che stanno sviluppando i ragazzi della startup Math&Sport, realtà “incubata” da Polihub (incubatore di startup del Politecnico di Milano).

Il Virtual Coach si regge su un algoritmo che elaborerà continuamente i dati che arriveranno dai sistemi di videotracking. Dati che poi saranno forniti allo staff tecnico con indicazioni in tempo reale su come ottimizzare la strategia di gioco o su come contrastare quella avversaria.

Il Virtual Coach sarà in grado, per esempio, di identificare e segnalare cosa abbia reso efficace un’azione, fornendo misure e indicazioni su movimenti, distanza, velocità, scelte dei passaggi o livello di pressione dei giocatori.

Sempre la startup milanese, ha deciso di sfruttare il 5G per intraprendere anche un percorso dedicato ai tifosi, tramite la realtà aumentata.

Ottavio Crivaro, il CEO di Math&Sport ha spiegato su Start Up Italia che genere di innovazione sta sviluppando insieme al suo team:

“Lo spettatore potrà guardare non solo il campo che ha davanti ma potrà vedere alcune cose che con gli occhi non sta percependo. Per esempio, potrà vedere – nel momento in cui un giocatore effettua un passaggio – tutte le altre opzioni che quel giocatore ha e qual è il rischio che si è assunto nell’effettuare quel passaggio; oppure potrà essere consapevole del livello di pressione che un giocatore sta subendo. I tifosi avranno una lettura completamente diversa di ciò che sta accadendo in campo e potranno partecipare in modo differente, suggerendo i cambi all’allenatore, esprimendo tramite like la loro opinione sulle azioni in campo o mostrando agli allenatori in panchina il loro indice di gradimento sulla tattica utilizzata”.

Un’idea che mira praticamente a stravolgere la fan experience e va a cogliere lo spirito del tifoso italiano, sempre pronto a parlare di tattica e strategia come fosse l’allenatore del suo club.

Al suo arrivo, il 5G rivoluzionerà quindi il mondo dei Match Analyst e la Fan Experience nella Football Industry.

Senza dimenticare l’apporto essenziale che una tecnologia basata sull’alta velocità nella trasmissione dati, potrà apportare alle piattaforme di sport in streaming come la OTT DAZN anziché le piattaforme di proprietà dei club come Juventus TV in Italia.

Quando arriverà il 5G nel calcio?

Nel mondo dello sport, la tecnologia ha già fatto qualche apparizione ufficiale nel 2018.

A novembre, lo stadio di Wembley ha organizzato il primo evento in diretta, trasmesso tramite una rete 5G. Si tratta della EE Wembley Cup trasmetta su Youtube, dal canale dell’Hashtag United, gestito dall’influencer di calcio Spencer Owen, sempre pronto a presidiare innovazioni del genere (se non conosci l’Hashtag United, dai un’occhiata qui).

Se parliamo di stadi invece, oltre ai primi esempi virtuosi italiani, con molta probabilità sarà il Camp Nou di Barcellona il primo stadio di calcio a dotarsi di una copertura totale di rete in 5G.

Intanto è quasi certo che gli smartphone che riusciranno a supportare la nuova tecnologia, arriveranno prima della copertura totale, dato che per almeno un altro anno i test di rete saranno limitati a poche zone specifiche (in Italia le sperimentazioni sono in corso a Milano, Bari e Matera, Prato e L’Aquila).

Luigi Di Maso

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