Flessione del 12% per il Borussia Dortmund dopo tre anni positivi. I gialloneri pagano la diminuzione degli introiti derivanti dai diritti televisivi
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Dopo tre anni in positivo, il Borussia Dortmund chiude la stagione 2025-2026 in perdita netta per 21,7 milioni di euro. Diminuisce il fatturato, giunto a 460,5 milioni di euro contro i 526 milioni di euro del 2024/2025, con una diminuzione del 12% totale. Molteplici le cause del crollo, a partire dai diritti televisivi, passando anche per i risultati sportivi.
Ripartendo dal motivo chiave, i diritti televisivi hanno subito una flessione del 26% complessivo rispetto all’anno precedente, per un totale di 168,4 milioni di euro. Crollano anche le entrate dalle competizioni nazionali, dove la Bundesliga genera 83,7 milioni di euro – il 6% in meno – nelle casse dei gialloneri.
Contrazione importante per i ricavi televisivi internazionali. I ricavi dalla UEFA Champions League – data anche la brutta eliminazione nel turno play-off subita dall’Atalanta – diminuiscono del 30%, raggiungendo i 72,1 milioni di euro. A questi si sommano gli introiti di ripartizione per la partecipazione al Mondiale per Club, tenutosi negli Stati Uniti nell’estate del 2025, da cui il Borussia Dortmund incassa ulteriori 11,2 milioni di euro.
Migliorano i ricavi commerciali da sponsorizzazione, che generano ben 157,9 milioni di euro; un aumento del 3%, dovuto principalmente all’ingresso di Vodafone come main sponsor del club – che garantisce circa 30 milioni di euro annui con un contratto fino al 2030 – e al rinnovo con Puma, esteso fino al 2034. Cresce il merchandising, giunto a 38,7 milioni di euro, +3% rispetto all’annata precedente.
Forte ripresa per i trasferimenti, che portano 88 milioni di euro nelle casse del club, con un aumento del 24% rispetto al 2024/2025 e la cessione di Jamie Gittens al Chelsea per 56 milioni di euro da capofila ad un corposo mercato in uscita.
In termini di uscite diminuiscono i costi del personale, attestatisi a 259,9 milioni di euro con un calo del 3% – di cui 193 milioni legati al settore sportivo. Aumentano gli stipendi base, arrivati a 124 milioni di euro, compensati tuttavia da una diminuzione complessiva dei bonus e delle componenti variabili. Cresce la spesa per il personale sportivo non tesserato, che sale a 55 milioni di euro. La quota d'ammortamento legata ai diritti delle prestazioni dei calciatori sale a 98,2 milioni di euro – con un aumento del 3% – mentre si registra un'inversione di tendenza per le altre uscite gestionali, che scendono del 10% attestandosi a 145,4 milioni di euro.