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The Messi Store: la sfida eterna con CR7 passa anche dal brand

Siamo reduci da un Clasico finito 0-0 in cui non abbiamo visto, per il secondo anno di fila, l’eterna sfida tra l’argentino e il portoghese.

Eppure c’è una domanda che continuiamo a porci che è strettamente collegata ai tanti “El Clasico” con i due alieni in campo: è più forte Lionel Messi o Cristiano Ronaldo?

Resta, però, una questione a cui non si troverà mai una risposta capace di soffisfare tutti. Molto meglio goderceli entrambi, consci del fatto che tra qualche anno (speriamo più tardi possibile) saremo orfani di due campioni capaci di segnare un’epoca della Storia del Calcio.

Raccontarne e tramandarne le gesta sarà il nostro compito. Per renderne ancora più indelebile il ricordo.

Quel giorno arriverà, ma il segno di entrambi rimarrà ben impresso nella nostra mente.

Se la nostra domanda è cosa sarà il calcio dopo Messi e Ronaldo, la loro è cosa fare dopo il calcio, o meglio ancora, come dare continuità ai propri business dopo il ritiro.

Qualche idea ce l’hanno offerta i diretti interessati.

CR7 si è espresso a riguardo in un’intervista di qualche mese fa, dichiarando di avere già le idee chiare. In questo contesto il seguito sui social network ricopre un ruolo importante nelle scelte del post carriera per far fruttare l’audience e l’interesse intorno a loro.

Prendendo in considerazione solo Instagram, il numero 7 della Juventus e il numero 10 del Barcelona comandano la classifica dei calciatori più seguiti, con CR7 che è addirittura l’essere umano più seguito sul social network. Un numero illimitato di interazioni che il portoghese riesce a far fruttare a pieno e nel 2018 ha addirittura realizzato introiti dalle sponsorizzazioni maggiori rispetto al contratto in essere con la Juventus.

Non è da meno Leo Messi, che si posiziona al 2° posto tra i calciatori, e che recentemente ha dato vita alla nascita dell’omonimo brand che vende prodotti di abbigliamento tramite il negozio online themessistore.com.

La possibilità di legare un brand all’immagine del campione argentino può sviluppare un grande potenziale per permettere a Messi di sfruttare la sua popolarità anche fuori dal campo, garantendo un ricavo derivante dalla capacità di trarre vantaggio dal suo seguito online.

I profili dedicati al Messi Store sono presenti su Facebook e Instagram, con una fanbase in continua crescita che ad oggi conta circa 525 mila followers suddivisi così.

Una fanbase minore rispetto a quella che Leo può vantare sui suoi profili e che ha un potenziale maggiore rispetto a quanto risulti al momento. A differenza di Cristiano Ronaldo, per esempio, Messi utilizza meno i suoi canali personali per finalità pubblicitarie (nel 2018 49 post pubblicitari per il portoghese contro i 36 dell’argentino), raccontando più la sua vita privata, ma garantendo comunque visibilità al suo brand tramite il suo profilo Instagram.

Sono passati solo due mesi dal lancio dei prodotti acquistabili sul themessistore, ma i risultati sono già tangibili e le potenzialità illimitate se si pensa al seguito che il 6 volte Pallone d’Oro può vantare online e offline.

Il cognome Messi, dati i successi in carriera, è già un brand riconosciuto ed apprezzato e su questa idea si basa la volontà dei suoi manager di creare un prodotto di abbigliamento che possa produrre ricavi aggiuntivi e continuativi.

Il calciatore moderno deve essere in grado di portare avanti anche questo genere di inziative che però non sono alla portata di tutti i giocatori. Messi è un esempio a sé stante per la carriera e i successi ottenuti che gli permettono di spingersi oltre.

Sotto questo punto di vista il primo esempio storico è stato Michael Jordan, il primo professionista a costruire un vero e proprio brand vincente intorno al suo nome.

Nel 1984, quando Michael si preparava per la sua nuova avventura, un’aziendina di scarpe dell’Oregon fatturava 25 milioni di dollari. L’azienda si chiamava Nike ed era in cerca di nuovi canali di espansione. Un lungimirante agente, Joey Vaccaro, stava cercando di colonizzare il mondo della pallacanestro americana. Partendo dal basket collegiale, arrivando fino alla NBA. Diventando testimonial dei giocatori migliori orbitanti all’interno del mondo della Lega Professionistica Americana.

Vaccaro intuì il potenziale di un talento come Jordan.

Un fenomeno tecnico-sportivo che poteva tradursi in un fenomeno commerciale. Riuscì a convincere la Nike a investire su quel ragazzino da North Carolina che non aveva ancora giocato un minuto in NBA.

Nasce la linea Air Jordan. Michael firma un contratto di 2 milioni di dollari per 5 anni, più una percentuale definita su ogni paio di scarpe vendute.

Il resto è storia.

Il 23 è stato, ed è ancora adesso, un fenomeno di global marketing. Un brand costruito sul suo nome che, secondo Forbes, ha guadagnato quasi 2 miliardi nella sua esistenza. Nel 2014, esattamente 20 anni dopo, Michael Jordan ha guadagnato, in un solo anno, 100 milioni di dollari dalla vendita di articoli legato al brand Air Jordan

Avevamo già evidenziato poi, la grande capacità del brand Jordan di legarsi ad altri mercati e target differenti come fatto con la linea dedicata al PSG.

La capacità di vendere i propri successi è roba non da tutti. Di cui possono vantarsi e pregiarsi solo i più grandi. Come MJ nella pallacanestro, e Messi nel calcio.

Creare un proprio store è un traguardo. Ma per poterlo fare è necessario fare la Storia.

Marco Pino