L’Inter e l’estensione del brand in Asia: tutte le iniziative per il capodanno cinese

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Sabato 25 gennaio nel calendario occidentale è solo il quarto sabato dell’anno, mentre in quello cinese si celebra il nuovo Anno Lunare, precisamente l’anno del topo, e l’Inter come sua consuetudine, derivante da atto costitutivo “Ci chiameremo Internazionale perché siamo fratelli del mondo”, celebra l’evento con una serie di iniziative dedicate ai propri tifosi internazionali, dentro e fuori dal campo.

La prima volta che l’Inter ha mostrato attenzione per la Cina è stato nel 2006, quando per la prima volta una squadra di calcio italiano ha mostrato il nome del proprio sponsor di maglia in “mandarino”, strategia per altro ripetuta anche nel 2007, 2008 e 2009, mettendo in campo delle politiche di penetrazione del mercato asiatico grazie alla distribuzione sulla TV di stato delle partite del massimo campionato italiano.

Già lo scorso anno contro Il Bologna l’iniziativa di marketing aveva toccato le maglie dei giocatori, con i numeri tradotti in cinese e un video celebrativo di Inter Media House realizzato per salutare l’anno del maiale.

Per l’anno del topo invece, i nerazzurri raddoppiano, ripetendo la strategia dei nomi scritti in cinese accompagnati dagli inserti con i numeri a caratteri Fu, una serie di idiomi di buon augurio per il popolo cinese, resi disponibili per l’acquisto sul sito ufficiale in edizione limitata.

Inoltre, la social video strategy è stata pensato interamente in lingua mandarino, dedicata ai canali social in lingua cinese presidiati da club, come Sina Weibo, dove la narrazione si è spinta fino al punto di creare dei personaggi costruiti attorno alle caratteristiche personali dei giocatori, basati sui soprannomi che gli utenti danno agli atleti nerazzurri sui social media, fortificandone l’identificazione con i fan.

Oltre ai diversi mini-video creati per il capodanno cinese, ne è stato creato uno dove il protagonista è il capitano della prima squadra, Samir Handanovic, nato proprio nell’anno del topo. Il contenuto video è costruito sull’idea di offrire regali al portiere, doni pensati sui soprannomi dei suoi compagni di squadra e che proprio questi ultimi offrono ad Handanovic, durante il momento del tè.

E se la programmazione digitale ad hoc volge al termine, quelle off-the pitch non sono ancora cominciate.

Prima di Inter Cagliari infatti, avrà luogo un Dragon Show, cerimoniale cinese di buon auspicio, che intratterrà gli oltre 70.000 spettatori prima dell’inizio delle ostilità.

Tutte le attività descritte prima seguono un marketing plan quinquennale perseguito dai nerazzurri con l’approdo della nuova proprietà Suning, e l’intenzione di voler espandere il brand in Asia e diversificare anche lì le fonti di monetizzazione, in ossequio ai paletti del Fair Play Finanziario. Una condizione che “costringe” il club a perseguire la strada dell’auto-sostentamento finanziario, al fine di presentare bilanci virtuosi ogni anno.

Il modo scelto per raggiungere questo obiettivo è la crescita della fanbase in mercati dove l’Inter aveva già tifosi ma esibiva una presenza meno fortificata che altrove.

L’Asia e la Cina sono diventati ormai veri e propri templi di profitto per i nerazzurri, che grazie alle economie di scopo messe in campo dai nuovi proprietari e alla costante creazione di contenuti digitali verticali, diversi da quelli per i mercati occidentali, hanno fatto in modo che la popolarità dell’Inter agli occhi dei social-tifosi e dei potenziali nuovi sponsor sia ai livelli di Real Madrid, Barcellona e Manchester United, come evidenziato dal recente sondaggio portato avanti dalla piattaforma social-cinese Sina Weibo, che ha visto Lukaku e compagni primeggiare tra le squadre sportive di tutti gli sport nel 2019.

Il sondaggio organizzato dalla piattaforma social cinese ha ricevuto oltre 100mila voti per il club milanese, risultato che ha permesso di staccare il Barcellona fermo a poco più di 43mila preferenze e la nazionale cinese di pallavolo femminile, che ha superato la franchigia NBA dei Los Angeles Lakers. 

L’insieme di tutte queste attività rende una partita dall’appeal ordinario, come poteva essere questo Inter - Bologna una partita speciale, una tradizione che sta diventando sempre più frequente per il club, che spinto dall’affetto dei tifosi e dalla voglia di incrementare i ricavi da stadio in attesa di possederne uno di proprietà, sta lavorando per rendere un evento nell’evento ogni partita interna della squadra, anche quando gli avversari non si chiamano Milan o Juventus.