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Juve & Fiat, storia di un grande amore

Vi sono grato per aver accolto come un onore la mia presidenza, ma spero di non deludervi se vi confesso che non ho alcuna intenzione di considerarla soltanto onorifica. Dobbiamo impegnarci a far bene, ma ricordandoci che una cosa fatta bene può essere sempre fatta meglio”.

Con queste parole, pronunciate nel 1923 da Edoardo Agnelli al momento di essere eletto presidente della Juventus, comincia l’epopea che ha intersecato sino ad oggi le strade di FIAT e del club bianconero.

Edoardo, figlio di Giovanni Agnelli fondatore della FIAT, succede in quell’anno a Gino Olivetti, ultimo presidente “non scuola FIAT” ma già fondatore di Confindustria. Un legame tra azienda e società bianconera che trova radici già prima dell’avvento della famiglia Agnelli.

Dalla stagione 2007/2008 la Fiat, oltre a mantenere il controllo delle quote societarie del club bianconero, interviene in maniera diretta con la sponsorizzazione della maglia tramite il marchio New Holland. Un legame che è durato in maniera continuativa fino ad oggi (eccezion fatta per le stagioni dal 2010 al 2012) e che ha portato al recente accordo di rinnovo tra Juve e Jeep per 42 milioni di euro annui.

Durante l’ultima assemblea per l’approvazione del bilancio, il presidente Agnelli ha annunciato un aumento di capitale da 300 milioni “Dedicato interamente al piano di sviluppo per gli esercizi 2019/2020 e fino al 2023/2024, che ha come principali obiettivi il mantenimento della competitività sportiva, l’incremento dei ricavi operativi e della visibilità del brand Juventus nei mercati internazionali e il consolidamento dell’equilibrio economico-finanziario”. Pertanto, oltre all’accordo relativo al main sponsor, si prevede l’iniezione di ulteriori risorse da parte del maggiore azionista.

Come evidenziato dall’ultimo bilancio approvato, le operazioni poste in essere con le cosiddette parti correlate sono definite come segue.

Poste di bilancio patrimoniali

Poste di bilancio economiche

La partnership realtiva allo sponsor di maglia ha portato grandi benefici sia a Jeep che a Juventus. E non è difficile pensare che questo accordo sia stato posto in essere anche per dare supporto all’investimento effettuato per l’acquisto di Cristiano Ronaldo.

Sotto questo punto di vista, grazie alla collaborazione tra le due entità, Jeep ha potuto beneficiare dell’immagine del fenomeno portoghese per pubblicizzare il suo marchio.

Oltre a veicolare contenuti online legati alle partite della Juventus, cui si associa per veicolare il suo brand.

Questo fa capire quanto sinergiche sono le strategie economiche e di comunicazione tra Juventus e Jeep (e più in generale FIAT) e come le due aziende hanno strutturato un rapporto di interdipendenza ormai storico che va oltre la proprietà da parte della dinastia Agnelli.

Analizzando più nello specifico i benefici tangibili avuti da Jeep, e derivanti dalla sponsorizzazione con Juventus, è possibile utilizzare i dati di vendita dello scorso anno.

Per il gruppo FCA il 2018 è stato segnato dalla scomparsa di Sergio Marchionne e di un mercato altalenante con le vendite (intese come immatricolazioni) che sono calate del 3% rispetto al 2017.

In questo scenario Jeep ha registrato nel 2018 un risultato importante e nettamente superiore alla media del mercato.

Il marchio sponsor della Juventus ha ottenuto un incremento delle vendite del 70,75 % nel 2018. Andando a sviscerare i dati, i risultati su dicembre dello scorso anno mettono in risalto un incremento del 60,3% rispetto al dicembre precedente. Tutto questo ha portato il marchio ad ottenere nell’ultimo mese dello scorso anno una quota di mercato del 5,4 % (+ 1,95 % su dicembre 2017), che rappresenta la seconda più alta nella storia di Jeep.

Pertanto, dall’analisi di questo dato risulta “giustificato” l’aumento della sponsorizzazione tramite l’accordo raggiunto lo scorso mese, ed è possibile trovare una correlazione tra l’avvento di CR7 e l’incremento delle vendite del brand Jeep.

Fiat & Juve, alla fine, sono due facce della stessa medaglia.

Marco Pino